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Come risparmiare acqua calda

Quando si apre il rubinetto è necessario attendere prima che l’acqua si riscaldi a sufficienza: alcuni dispositivi permettono di risparmiare acqua calda sanitaria.

Consumo di acqua calda

Diverse attività domestiche legate all’igiene personale e alle pulizie di casa necessitano dell’uso di acqua calda, ma non sempre quando si apre il rubinetto si trova l’acqua alla temperatura giusta. Solitamente è necessario attendere un po’ di tempo affinché l’acqua si riscaldi a sufficienza.

Una delle abitudini più diffuse è quella di far scorrere litri e litri di acqua pulita dal rubinetto fino al raggiungimento della temperatura desiderata.
Certo, soprattutto in inverno, non è il caso di infilarsi sotto la doccia quando l’acqua è ancora fredda, ma appare evidente che questo comportamento ha come conseguenza uno spreco della risorsa idrica, nonché di energia elettrica o del gas per riscaldarla.

risparmiare acqua caldaÈ stato calcolato che per fare una doccia, lavare i denti o i piatti a mano, si possono sprecare circa 7 litri di acqua.

I tempi di attesa affinché l’acqua raggiunga la giusta temperatura dipendono ovviamente dalla distanza del sistema di riscaldamento dal rubinetto che si sta usando, oltre che dall’assenza di una tubazione coibentata, dal livello di efficienza del sistema di riscaldamento utilizzato e dalla temperatura ambientale.

Per riscaldare l’acqua, poi, si utilizza una quantità eccessiva di gas oppure, se si adopera uno scaldabagno elettrico, si spreca una grande quantità di energia elettrica.

L’ideale sarebbe, invece, che rubinetti e soffioni erogassero subito l’acqua alla giusta temperatura. Per questo motivo sono stati progettati alcuni dispositivi che aggirano l’ostacolo.

 

Come risparmiare acqua calda e gas

Nei laboratori ENEA è stato ideato e brevettato proprio un dispositivo che ha lo scopo di far risparmiare acqua calda sanitaria per uso domestico.

Si tratta di un’apparecchiatura composta da una pompa di riciclo, un termostato, un raccordo e un sistema di valvole comandate dal termostato.
Posta sotto al lavello, in prossimità del tubo di uscita dell’acqua, sia calda che fredda, l’apparecchio si attiva con il flusso dell’acqua, facendo in modo che esca solo quella alla temperatura desiderata.

Si tratta di un dispositivo di piccole dimensioni applicabile in cucina come nel bagno e in grado di contribuire sicuramente, con poca spesa, a un significativo risparmio sul bilancio familiare.

Un altro brevetto depositato è quello di cui sono stati ideatori due giovani artigiani livornesi, Angelo e Sandro Incorvaia, relativo a un dispositivo utile per non sprecare tanta acqua mentre si è in attesa che arrivi alla giusta temperatura.

 

Questo strumento è composto da una pompa, un sensore di temperatura, una valvola di non ritorno, un’elettrovalvola e una scheda elettrica.
Anch’esso è collegato alle uscite di acqua calda e fredda e, quando si vuole usare quella calda, attiva un sistema di ricircolo dell’acqua appena riscaldata dal sistema di riscaldamento, il tutto senza aprire alcun rubinetto.

Non appena l’acqua ha raggiunto la temperatura di 35 gradi, interviene la scheda elettrica che ferma la pompa, chiude l’elettrovalvola e separa nuovamente i due condotti.
A questo punto, aprendo il rubinetto dell’acqua calda la si troverà alla temperatura giusta.

In poche parole il dispositivo permette di raggiungere la temperatura giusta dell’acqua prima di aprire il rubinetto, impedendone in tal modo lo spreco.

I fratelli Incorvaia hanno fondato la Rtw Compact, azineda che produce e commercializza i dispositivi Salvacqua, utilizzabili sia in locali esistenti che in edifici da ristrutturare o di nuova costruzione.

 

Come risparmiare energia per la produzione di acqua calda

A parte questi nuovi dispositivi, a volte è sufficiente mettere in atto alcuni piccoli accorgimenti per ridurre in maniera considerevole gli sprechi non solo d’acqua ma anche dell’energia necessaria al suo riscaldamento.

riscaldare l’acqua con lo scaldabagno elettricoIl primo consiglio per chi utilizza uno scaldabagno elettrico, è quello di scegliere un apparecchio delle dimensioni adeguate alle proprie necessità, evitando quindi la scelta di un modello sovradimensionato.

Lo scaldabagno va posizionato in un luogo ben isolato dall’ambiente esterno, in modo da non ghiacciarsi né surriscaldarsi e naturalmente in posizione il più possibile vicina al sanitario da alimentare.

Dopo l’installazione, va impostata la temperatura di funzionamento dell’apparecchio in modo tale da non superare i 40 gradi in estate né i 60 gradi in inverno, temperature ideali per evitare consumi eccessivi.

Per chi utilizza una caldaia a gas, ci sono oggi molti dispositivi che favoriscono il risparmio energetico.
Innanzitutto è preferibile utilizzare una caldaia a condensazione, che permette di riutilizzare una parte dei fumi di scarico, aumentando in tal modo il rendimento dell’apparecchio.

Inoltre, i nuovi sistemi di termoregolazione consentono di controllare i tempi di riscaldamento dell’acqua sanitaria. Così, ad esempio, quando non si è in casa o durante la notte, il bollitore viene spento.

Infine, è molto utile installare dei miscelatori termostatici, una tipologia di miscelatori che, grazie a una particolare valvola, consentono di mantenere a temperatura costante l’acqua durante tutto il tempo di erogazione.

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Riscaldamento: risparmiare con i pannelli termoriflettenti

I pannelli termoriflettenti sono sistemati dietro ai termosifoni per limitare le dispersioni di calore e garantire maggiore efficienza energetica, risparmiando.

Pannelli termoriflettenti dietro ai termosifoni

È giunta la stagione invernale e con essa il clima si fa sempre più rigido, le mura delle case sempre più fredde, la temperatura degli ambienti sempre più bassa: non si può rinunciare all’accensione dei termosifoni.

Oggi i sistemi di riscaldamento sono di diverse tipologie e la loro efficienza energetica è ottimizzata dal sistema d’isolamento dei muri perimetrali progettato ad hoc secondo la tipologia di appartamento, la volumetria, i materiali adottati, le altezze utili interne presenti, il tipo di copertura e d’infissi.

 

La maggior parte delle costruzioni degli anni passati non è stata progettata e realizzata secondo criteri d’isolamento perimetrale e i radiatori spesso erano disposti proprio allineati a questi muri esterni, solitamente nei pressi o sotto le finestre.

Si ricorda che i radiatori rientrano in un sistema d’impianto di riscaldamento del tipo a circuito ad acqua, sono terminali che raccolgono l’acqua calda trasmessa da tubi passanti all’interno delle pareti e prodotta da un generatore.

Essi scaldano per convenzione e quindi il passaggio di calore avviene tra due fluidi quali l’acqua e l’aria; dal radiatore si diffonde un flusso di aria calda che tende verso il centro della stanza mediante un moto parabolico, si eleva cedendo calore e raffreddandosi riscende verso il pavimento per poi riprendere nuovamente il ciclo convettivo.

Risparmiare riscaldando
Si pensava solitamente di disporre i termosifoni nei pressi della maggiore fonte di dispersione calore, sotto le finestre e distanti dal muro di circa 15 o 20 cm per una migliore distribuzione dell’energia.

Parte del calore emesso però, a contatto con i muri perimetrali freddi, era sottratto e pertanto occorreva aumentare il tempo di accensione dell’impianto con il conseguente aumento delle bollette da pagare.

Oggi si può intervenire con svariati sistemi sia sulla struttura, sui muri perimetrali creando pertanto il così detto cappotto oppure con rimedi più semplici, rapidi ed economici: i pannelli termoriflettenti.

 

Pannelli termoriflettenti: cosa sono e come funzionano

I pannelli termoriflettenti sono delle superfici che hanno proprio il compito di far riflettere il calore giunto su di essi, sono dei fogli in polietilene rivestito di alluminio che sistemati in corrispondenza del radiatore, dietro di esso, nello spazio di risulta tra le zanche, ostacolano l’aria calda e non permettono che questa venga a contatto con il muro perimetrale freddo e si dissipi, piuttosto la riflettono verso l’ambiente interno.

È possibile massimizzare l’efficienza del proprio sistema di riscaldamento, dei termosifoni, grazie a questi pannelli di esiguo spessore, dai 3 agli 8 millimetri, termoresistenti, ignifughi, atossici.

Pannelli termoriflettenti Geko di Tre Emme S.p.A.
La resa dei radiatori migliora di circa il 10% ottimizzando l’efficienza energetica dell’intero fabbricato e non solo del singolo appartamento, in più il pannello funziona anche a basse temperature diffondendo la quantità di energia per irraggiamento.

Il polietilene è una delle più comuni materie plastiche, è una resina termoplastica con ottime proprietà isolanti, è versatile e si presenta come solido trasparente nella forma amorfa oppure bianco in quella cristallina, è economico con buona stabilità chimica.

 

Riflettori termici: quali scegliere

Risparmiare energia con i pannelli termoriflettenti Energy Manager TeamIn commercio sono presenti diversi kit di riflettori termici e quelli proposti dall’azienda Energy Manager Team sono semplici da sagomare e installare, sono venduti in rotoli da 2 o 3 mq, misure ricorrenti per monolocali e appartamenti di due vani più servizi, con spessori da circa 4 a 7 mm a partire da 7 o 8 € al metro quadrato più l’aggiunta dell’IVA e spese di spedizione.

Il prodotto ha il nome di TERMORIFLEX LISCIO ed è un film stampato metallizzato lucido con strato interno 100% schiuma di poliuretano a celle aperte con densità medio/bassa, lato alluminizzato impermeabile, spessore 4 mm, indicato per caloriferi agganciati ai muri interni.

TERMORIFLEX ELEGANS è un film stampato metallizzato,goffrato a fantasia, con interno 100% schiuma di poliuretano a celle aperte con densità media, lato alluminio sempre impermeabile.

La particolare goffratura del disegno stampato metallizzato lo rende meno appariscente, ha una buona riflessione del calore, per il suo medio potere isolante dal freddo è indicato per caloriferi agganciati ai muri interni.

TERMORIFLEX GOFFRATO TONDO ha un foglio di vero alluminio goffrato tondo, l’interno è 100% schiuma di poliuretano a celle aperte con densità media, temperature di utilizzo pari a -60 +100 °C, impermeabile dalla parte alluminio, spessore di 4 mm. Questo prodotto ha un’ottima riflessione del calore nell’ambiente ed è affidabile nel tempo, indicato sempre per caloriferi agganciati ai muri interni.

Il tipo GOFFRATO ROMBO ha una pellicola di polietilene alluminizzata, l’interno è 100% polietilene espanso reticolato a celle aperte di densità alta, la temperatura di utilizzo oscilla tra -30 +70°C, sono impermeabili su entrambi i lati, quindi anticondensa con spessore di 3 mm.

Questo materiale è stato studiato per riflettere il calore grazie alla particolare goffratura a rombo concavo, ha un buon isolamento dal freddo sia sui muri interni sia su quelli perimetrali.

Tipologie di pannelli termoriflettenti dell’azienda Energy Manager Team
TERMORIFLEX PLT GOFFRATO TONDO è un foglio di vero alluminio goffrato tondo con interno in polietilene fisico reticolato a celle chiuse ad alta densità flessibile, la temperatura di utilizzo varia tra -80 e +100°C, sono impermeabili su entrambi i lati, è anticondensa, lo spessore è di soli 3 mm, possiede un’ottima riflessione del calore nell’ambiente, è affidabile nel tempo proprio grazie al foglio di vero alluminio e alla goffratura a nido d’ape in rilievo, l’accoppiamento con un particolare polietilene a media/alta densità consente l’isolamento dal freddo sia dai muri interni sia da quelli perimetrali.

Isolante multistrato a bolle d’aria accoppiato con uno o due fogli di vero alluminio più polietilene trasparente per garantire durata e resistenza alla corrosione è TERMORIFLEX BOLL PLUS/PREMIUM/STANDARD.

Gli isolanti di quest’azienda sono utilizzati integralmente, senza sprechi giacché, essendo forniti in rotoli, possono essere tagliati e messi a misura nella dimensione necessaria, facilmente e dunque senza avere sfridi e rimanenze.

 

Pannelli termoriflettenti cuciti su misura per ogni radiatore della casa

Un’altra azienda che opera nel campo del risparmio energetico è Caldopiù Srl realtà commerciale che propone un pannello termoriflettente per il risparmio energetico da collocare tra parete e termosifone.

Caldopiù Srl: pannelli termoriflettenti
I pannelli sono realizzati delle misure di ciascun termosifone e pertanto hanno un impatto estetico gradevole e poco invasivo, sono semplici da collocare nell’intercapedine tra radiatore e muro senza smontare gli stessi.

Questo pannello ha uno spessore di 8 mm ed è composto da un materiale isolante più una lamina di alluminio che riflette appunto il calore, ha una particolare sagomatura che gli permette l’adattamento a tutti i tipi di termosifone.

Geko Reflex di Tre Emme S.p.A. è un pannello termo riflettente in resina di polietilene rigida accoppiato a un film alluminizzato rifrangente con superficie goffrata nelle dimensioni di 70 x 100 cm, è disponibile anche in versione rotolo da 100 cm di larghezza per 2 m di lunghezza.

Riflettori termici Geko di Tre Emme S.p.A.
Geko è dunque un marchio Tre Emme S.p.A., holding di quattro aziende localizzate in Italia e specializzate in diverse categorie di produzione quali parafreddo comprendenti estrusi di espansi in strisce più lastre adesive e non adesive, estrusi di materie plastiche, nastri adesivi per imballaggio, nastri mascheratura, isolante, telati, antiscivolo e molti altri.

 

Pannelli termoriflettenti fai da te

L’acquisto dei pannelli termoriflettenti non comporta una spesa esosa ma se si vogliono realizzare in modalità fai da te è possibile attraverso dei semplici materiali probabilmente presenti già in casa : alluminio per cucina e cartoni.

Pannelli termoriflettenti fai da te
La procedura consiste nell’incollare con della colla spray il foglio di alluminio su un cartone, quest’ultimo deve essere sagomato in un modo tale da farlo passare dietro al radiatore infilandolo lateralmente oppure dal basso o meglio dall’alto, facendolo scorrere attraverso le zanche presenti e collegate alla parete.

Per salvaguardare l’estetica dell’ambiente bisogna essere abbastanza precisi nel taglio del pannello e pertanto è consigliabile munirsi di pennarello, righe, compasso, taglierino, forbici, biadesivo forte oppure colle liquide a base di acqua, nastri adesivi di alluminio, chiodini da muro.

Applicato il prodotto realizzato alla parete, è preferibile lasciare il termosifone libero da qualsiasi altro membro che possa ostacolare il passaggio di calore come per esempio mensole, tendaggi, strutture aventi la funzione di mitigare la sua presenza cercando di migliorare l’estetica riducendone però l’efficienza.

Con un microintervento che consiste nell’inserire un foglio di materiale isolante dalle proprietà analizzate, si può ridurre la dispersione dei caloriferi posti sulle pareti perimetrali delle case risparmiando e assaporando di più il tepore domestico.

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Funzionamento, caratteristiche e vantaggi delle stufe a pellet

La stufa a pellet è un impianto di climatizzazione invernale a biomassa che consente di ottenere un grande risparmio energetico e un abbattimento delle emissioni.

La scelta della tipologia di impianto per il riscaldamento della nostra abitazione è più che variegata: la classica caldaia con gli elementi scaldanti, in ghisa o alluminio, oppure il più moderno impianto a pavimento, etc.
La presenza di un camino, poi, oltre ad arredare, contribuisce a diffondere calore negli ambienti.
Queste sono solo alcune delle possibilità che è possibile adottare, nonché mixare tra loro.

 

Negli ultimi decenni, però, si presta molta attenzione alle tematiche ambientali e al risparmio energetico, che si traducono in una minore emissione di gas nocivi in atmosfera ed in un sensibile abbattimento dei costi in bolletta.

Alla luce di quanto esposto, l’adozione di stufe a biomasse, tra cui anche il pellet, rappresenta la scelta ottimale per un riscaldamento efficiente e rispettoso dell’ambiente.

 

Caratteristiche e vantaggi di una stufa a pellet

Le stufe a pellet, come sopra accennato, funzionano come le classiche stufe a legna ma con un combustibile differente, il pellet, ossia scarti di segatura essiccati e lavorati sottoforma di piccoli cilindri venduti in sacchi. Sono, quindi, di facile reperimento e sono soprattutto comodi da acquistare, trasportare e da conservare.

A seconda della materia prima impiegata si avrà una durata e una efficienza variabile; il risultato della combustione, a differenza della legna che ne produce molti, sono pochi residui di cenere da eliminare a seconda della frequenza nell’utilizzo.

Pellet per stufe
A livello impiantistico la stufa a pellet ha bisogno del collegamento alla rete elettrica e di una canna fumaria per l’espulsione dei fumi; le più moderne stufe si presentano senza canna fumaria ma hanno comunque bisogno di un tubo collegato all’esterno per l’evacuazione.
Pertanto, nell’atto della scelta, è opportuno rivolgersi a un tecnico specializzato che valuterà la fattibilità dell’intervento e quindi la localizzazione dell’impianto.

Infatti, il suo posizionamento deve essere studiato in modo da consentire l’installazione del tubo di esalazione e soprattutto in luoghi dove l’estrema secchezza dell’aria non dia problemi.
È, infine, molto importante valutare la potenza necessaria, da stabilire in base ai metri cubi da riscaldare: chiaramente, più è grande l’ambiente maggiore sarà la potenza richiesta.

Trattandosi di un impianto ad accensione elettrica con disponibilità di centraline, è possibile programmare la sua accensione e lo spegnimento, con un cronotermostato che ne regola la temperatura.

La stufa a pellet, oltre a riscaldare l’aria, può essere connessa con l’impianto idrico (la cosiddetta idrostufa a pellet), e quindi scaldare anche l’acqua, sia sanitaria che di eventuali pannelli radianti. In questo modo il risparmio è connesso anche con il fabbisogno di acqua calda in casa , diminuendo ulteriormente il funzionamento della caldaia.

A livello estetico, il design delle stufe a pellet è d’avanguardia: sul mercato esistono svariate soluzioni tali da rendere la stufa un elemento d’arredo e caratterizzante lo spazio.
A seconda della potenza e della ricercatezza del design i costi oscillano: si parte da un minimo di € 500,00 fino ad arrivare a oltre € 10.000,00.

Insomma, le stufe a pellet risultano perfette per chi desidera dotare il proprio appartamento di un impianto efficiente, pulito e con un sensibile abbattimento dei costi di fornitura di energia .
Vediamo quali sono alcune delle proposte attualmente presenti e le loro caratteristiche.

 

Stufe a pellet: proposte sul mercato

Il primo prodotto che presentiamo è Clio di MCZ, azienda specializzata nella produzione di camini e stufe a pellet o legna. Si tratta di una termostufa a pellet con ventilazione frontale, top in ghisa con fianchi in acciaio in diverse colorazioni, disponibile in due varianti di potenza: 16 kW, ideale per appartamenti o case fino a 140 mq, e 24 kW, per grandi ambienti oltre i 200 mq.

Stufa a pellet Clio di MCZ
Grazie a una camera di combustione perfettamente stagna, la stufa funziona prelevando ossigeno esclusivamente dall’esterno, con minori consumi e senza alcun rischio di emissioni di fumo in ambiente. La presenza di una nuova candeletta ceramica garantisce l’apparizione della fiamma in meno di tre minuti, con una diminuzione dei tempi di accensione del 40% e una sensibile riduzione dei consumi elettrici.
L’estrema praticità risiede anche nella capienza del cassetto per la cenere, di quasi 5 litri, e quella del vano cenere, maggiore 8 litri, che corrispondono a circa una settimana di funzionamento della stufa.

Questa stufa si gestisce da un pannello di controllo montato a bordo stufa, dal funzionamento facile e intuitivo, adatto a chi cerca una soluzione veramente semplice; inoltre, il funzionamento da remoto è reso possibile grazie alla presenza di un kit accessorio che consente l’azionamento della stessa con un semplice SMS.

Per quanto concerne i consumi, la stufa assicura altissimi rendimenti a fronte di un costo decisamente inferiore rispetto ai combustibili fossili, circa il 25% in meno del metano e 2 volte meno del gasolio. In merito all’impatto ambientale, il prodotto è conforme alla normativa Ecodesign 2022 relativa alle emissioni in atmosfera.

Stufa a pellet Denise di Palazzetti
Altri prodotti molto interessanti per design e funzionalità sono disponibili da Palazzetti.
Tra le svariate proposte, Denise da 7 kW è una stufa salvaspazio con profondità estremamente ridotta e installabile a filo muro.
Nonostante sia una stufa a pellet piccola, ha un design estremamente curato grazie alla struttura in acciaio con diverse possibilità di rivestimento, una porta in vetro a specchio che, a focolare acceso, permette la visione della fiamma, doppio vetro, braciere e schienale del focolare in ghisa ad alto spessore e ampio cassetto di raccolta cenere.

Il pannello digitale LCD ne consente il controllo con fasce orarie di funzionamento programmabili su base giornaliera e settimanale; inoltre, è disponibile la predisposizione per il Connection Box. Come il prodotto MCZ, anche Denise ha ottenuto la certificazione Aria Pulita con 4 stelle, ossia il grado di merito massimo riscontrabile.
A seconda della tipologia di finitura e degli accessori opzionali scelti il prezzo è variabile, a partire da € 2.400,00.

Stufa a pellet Platinum Leroy Merlin
Chi desidera stufe a pellet economiche, ma in ogni caso efficienti, può recarsi da Leroy Merlin o visionare il sito dove le troverà divise per ampiezza dell’ambiente da riscaldare.

Per i piccoli spazi, sempre più diffusi nelle nostre città, la stufa a pellet Platinum da 5,5 kW risulta una delle soluzioni ottimali per ambienti fino a 50 mq.
La distribuzione ottimale del calore è garantita dalla ventilazione forzata, è dotata di un termostato di sicurezza, con assenza quindi di surriscaldamenti e di una centralina che ne consente la programmazione durante la giornata, evitando sprechi e assicurando il risparmio nei consumi.

Infine, il vetro autopulente non necessita di soventi pulizie, garantendo così una continua visione della fiamma. Il suo costo ammonta a € 749,00.

 

Stufe a pellet e detrazioni fiscali

Stufe a pellet e risparmioRicordiamo, infine, che l’acquisto di una stufa a pellet rientra tra i benefici al 50% per ristrutturazioni o al 65% per efficientamento energetico.

Nel primo caso, quindi, si potrà detrarre la spesa al 50% a patto che il prodotto presenti determinate caratteristiche prestazionali; nel secondo caso al 65%, in quanto si tratta di un impianto di climatizzazione invernale a biomassa, di cui però fornire asseverazione di un tecnico in merito al raggiungimento di standard e al rispetto dei limiti di trasmittanza, e inviando i documenti all’Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Tutte le informazioni dettagliate sono comunque visionabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle detrazioni fiscali.

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Condominio intelligente e risparmio energetico

 

L’applicazione delle tecnologie intelligenti della domotica al comfort ed al risparmio energetico prende sempre più piede in Italia, dimostrandoci il valore delle idee valide in campo abitativo. È notizia recentissima la realizzazione di un grande condominio intelligente, localizzato a Milano, in zona Niguarda, composto da 144 appartamenti disposti su 3 edifici alti fino a 16 piani, con superfici variabili da 98 a 150 mq.
Il sistema tecnologico utilizzato permette la contabilizzazione individuale del calore con tecnologia wireless, per garantire la migliore efficienza energetica e la massima flessibilità di utilizzo, mediante un impianto integrato che gestisce termoregolazione, programmazione e contabilizzazione individuale del calore, flessibile e personalizzabile al punto da permettere a ciascun inquilino i propri programmi giornalieri, negli orari e nel livello di comfort, in totale autonomia, potendo, in ogni momento, modificare la programmazione anche lontano da casa mediante l’invio di un semplice sms dal proprio telefono cellulare.
Operativamente, l’impianto tipo di ciascun appartamento prevede l’istallazione di un termostato a muro e valvole motorizzate su ciascun radiatore, oltre a diverse sonde posizionate in più punti della casa che rilevano le temperature delle varie zone e gestiscono il funzionamento dei caloriferi; una volta che l’utente ha selezionato gli orari e le temperature desiderate, il sistema è in grado di gestire da solo la potenza della caldaia in funzione della domanda di calore connessa ai dati impostati, gestendo accensione e spegnimento nei modi migliori per garantire le temperature stabilite agli orari prefissati.
La realizzazione dell’impianto condominiale, che rimane un impianto centralizzato ma con la flessibilità degli impianti autonomi, ha richiesto la sostituzione delle caldaie esistenti con moderne caldaie a condensazione e la modernizzazione della centrale termica mediante l’integrazione delle apparecchiature di telegestione e controllo; l’utilizzo di tecnologia wireless permette anche la lettura dei consumi dei singoli utenti da remoto, senza interventi in loco, con la contestuale trasmissione degli stessi all’amministratore di condominio per la equa ripartizione delle spese. L’istallazione completa dell’impianto che ha comportato una spesa media per famiglia di circa 1.200 euro, si stima permetterà un risparmio medio del 25% annuo, riducendo anche l’immissione in atmosfera di oltre 30 tonnellate di CO2.
Il condominio intelligente di Milano Niguarda è stato realizzato utilizzando il sistema Cem 55 Plus di Rettagliata Servizi, prodotto che, come si può intuire dal nome, rientra tra quelli che possono usufruire della detrazione del 55% per spese di adeguamento energetico. Altra realtà italiana importante nel campo della gestione e riconversione intelligente degli impianti di riscaldamento è la Domotecnica, che ha all’attivo svariate interessanti realizzazioni con il suo Servizio Energia SED, che anch’esso utilizza tecnologie e prodotti che beneficiano degli sgravi di legge previsti.

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Risparmio energetico e razionalizzazione degli incentivi: con la manovrina un altro passo avanti

Progresso sul piano concettuale. Sul piano pratico, ancora lontano dall’essere ottimale.

Il 15 giugno è stata approvata in via definitiva la Manovrina, che ci aveva visti impegnati nelle ultime settimane in una strenua difesa del principio della “cedibilità delle detrazioni per tutti”, introdotto con la legge di stabilità 2017 e già messo in discussione pochi mesi dopo da un emendamento che intendeva revocarlo, poi ritirato in seguito alle proteste nostre e di alcune altre associazioni. Il Governo si era però nel frattempo impegnato a concedere la “cessione delle detrazioni alle banche, solo per gli incapienti” e questa volta non si è tirato indietro. Oggi dunque convivono due possibilità per i condòmini, regolate dal D.L. 63/2013, che possono essere così sintetizzate: art. 14, comma 2-sexies e art. 16, comma 1-quinquies: a favore di tutti, la cessione verso qualunque soggetto privato diverso da banche e intermediari finanziari, per interventi di riqualificazione energetica dell’involucro degli edifici condominiali (detrazioni 70-75%) o finalizzati al loro miglioramento sismico (detrazioni 75-85%); art. 14, comma 2-ter: a favore dei soli incapienti, la cessione verso qualunque soggetto privato comprese le banche e gli intermediari finanziari, per tutti gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici condominiali (detrazioni 65-70-75%).

E’ stato dunque finalmente infranto il tabù della cessione alle banche che, fino a questo momento, era stata oggetto di un’ostinata opposizione da parte della Ragioneria generale dello Stato. In realtà si tratta, a nostro parere, di una vittoria dai modesti effetti pratici. Gli incapienti infatti potevano già cedere ad altri soggetti diversi dalle banche. E le banche, che potranno utilizzare i crediti acquistati solo in compensazione di propri debiti verso l’erario, oppure ricedendoli nuovamente ad altri soggetti, probabilmente non saranno così entusiaste di acquistare piccoli crediti al dettaglio. Tuttavia, sul piano concettuale si tratta di un grande passo sulla strada impervia della razionalizzazione del sistema di incentivazione.

Nei giorni scorsi l’Agenzia delle entrate ha emesso il provvedimento che era atteso da alcuni mesi e che dà attuazione alla prima modalità di cessione. La nuova modalità (quella che interessa anche le banche) sarà invece oggetto di un altro provvedimento che dovrebbe essere rilasciato entro il mese di agosto, ma ci auguriamo che veda la luce molto prima. Per quest’ultimo, ribadiamo alcuni suggerimenti rivolti all’Agenzia, che renderebbero più efficace e flessibile il meccanismo: consentire di avvalersi della nuova facoltà di cessione ex comma 2-ter anche ai condòmini che acquisiscono lo status di incapienti negli anni successivi a quello di sostenimento delle spese (sempre che nel frattempo non abbiano già fruito della cessione ex comma 2-sexies); consentire ai cessionari (almeno quelli appartenenti alla categoria dei soggetti finanziari) di ri-cedere le rate relative a singole annualità; questo miglioramento consentirebbe di gestire in modo molto più flessibile la copertura finanziaria, minimizzando i costi della provvista di risorse.

Sul piano pratico, è abbastanza evidente che il nuovo assetto sia ancora lontano dall’essere ottimale. Senza dubbio crea non poca confusione e qualche difficoltà di comunicazione; genera difformità di trattamento tra condòmini (ad esempio tra quelli che rientrano nella definizione di incapienti e quelli che lo diventano in un momento successivo, o quelli che non lo sono per poche migliaia di euro); amplifica la divaricazione di interessi all’interno delle assemblee condominiali (quelli che hanno interesse a vendere le proprie detrazioni e quelli per i quali è più conveniente assumere un finanziamento); obbliga a gestire in modo differenziato le quote delle diverse categorie di condòmini. Soprattutto, impedisce di affrontare in modo semplice, unitario, razionale ed economico i flussi di risorse finanziarie relativi ai finanziamenti e alla cessione delle detrazioni, complicando le decisioni assembleari e, in definitiva, ostacolandole.

«Il nostro auspicio è che, alla prossima occasione di aggiornamento legislativo (la prossima legge di bilancio) si affronti una volta per tutte il problema della razionalizzazione degli incentivi, differenziando in modo marcato quelli a favore delle attività indispensabili per il sistema-Paese (riqualificazione energetica profonda e miglioramento sismico) dagli altri», ha dichiarato Virginio Trivella, coordinatore Comitato tecnico scientifico Rete Irene. E’ ormai noto che il sistema degli incentivi, disegnato molti anni fa, non brilli per efficacia: è complesso e contraddittorio, e non è coordinato con la nuova disciplina dei requisiti minimi obbligatori. «E’ sotto gli occhi di tutti la fatica che ogni volta deve essere affrontata per convincere i proprietari degli edifici a investire in lavori che, oltre a dimezzarne i consumi di energia, contribuiscono a preservarne il valore patrimoniale. Sono sotto gli occhi di tutti i professionisti diligenti le difficoltà che devono essere superate per individuare soluzioni tecnologiche legittime e conformi alle norme tecniche obbligatorie», ha commentato Manuel Castoldi, presidente di Rete Irene.

L’interpretazione adottata dall’Agenzia delle entrate nel provvedimento dell’8 giugno, che ha ricondotto il nuovo incentivo per la riqualificazione degli involucri condominiali (comma 2-quater) a un sotto-caso del vecchio ecobonus (comma 1), è inopportuna, genera gravi conseguenze e dovrebbe essere corretta, dando maggiore rilievo alla sua finalità, che è quella di promuovere vigorosamente la deep renovation degli edifici. «Allo stesso modo la legge va modificata per consentire una più agevole incentivazione degli interventi integrati, che comprendono involucro, impianti, parti condominiali e parti pertinenti le singole unità abitative», prosegue Manuel Castoldi.

«Chi ha buona memoria – conclude Virginio Trivella – ricorda quando si parlava solo di “stabilizzare gli ecobonus” (quegli ecobonus che non hanno contribuito granché a migliorare il nostro panorama abitativo), attribuendo alla precarietà degli incentivi la responsabilità della loro inefficacia. Negli ultimi anni ci siamo dati da fare, con discreto successo, per convincere il legislatore a: definire regole agevolative preferenziali per i condomini che scelgono la deep renovation, introducendo uno specifico incentivo a favore della riqualificazione degli involucri (comma 2-quater); stabilizzare per 5 anni l’incentivazione di queste (e non altre) attività, con la finalità di orientare su di esse le preferenze dei consumatori; concedere a tutti la facoltà di cessione delle detrazioni (e abbandonare il tentativo di revoca di questa fondamentale innovazione) (comma 2-sexies); introdurre una prima limitata apertura alla cessione delle detrazioni alle banche (comma 2-ter); iniziare un percorso di correzione dei più evidenti errori contenuti nella normativa tecnica (Regione Lombardia, decreto 2456/2017, allegato, art. 5.1)».

La nuova Strategia Energetica Nazionale, che in queste settimane è in consultazione pubblica, si pone l’obiettivo di diffondere le riqualificazioni profonde ben più di quanto oggi siano realizzate, rendendo nel contempo il sistema degli incentivi più efficiente (meno costoso per il bilancio pubblico per ogni unità di energia risparmiata). Ci auguriamo che questo obiettivo non metta in discussione i passi che, con una fatica immane, sono stati fatti finora, grazie al lavoro paziente e martellante (spesso frustrante) di alcuni di noi. Auspichiamo che, nella valutazione del costo della nuova politica di incentivazione, siano tenuti in congrua considerazione gli effetti di addizionalità economica e fiscale che è lecito attendersi dalla riqualificazione profonda degli edifici. Il diavolo sta nei dettagli, e il nostro ruolo di tecnici è quello di contribuire a correggere gli errori nascosti nella complessità delle regole.

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Documenti da fornire al certificatore energetico

Quando affidiamo ad un tecnico la certificazione energetica di un edificio di nostra proprietà è opportuno mettere a sua disposizione alcuni documenti fondamentali.

La certificazione energetica degli edifici è un documento ormai abbastanza conosciuto.

Secondo la direttiva europea che l’ha introdotta, la certificazione energetica ha due funzioni principali: indicare i consumi energetici di un edificio e fornire indicazioni utili al proprietario su eventuali interventi che potrebbero diminuire tali consumi.

La certificazione energetica è obbligatoria in vari casi, ad esempio quando si costruiscono nuovi edifici, quando si ristrutturano in modo sostanziale, quando si vendono, quando si affittano, in alcuni casi anche per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico (65%)…

Vorrei soffermarmi in questo articolo sulla situazione più comune in cui il proprietario di una casa già esistente necessita della certificazione energetica perché desidera mettere in vendita o affittare l’immobile.
Una volta contattato il certificatore, dovrà concordare con lui un appuntamento per il sopralluogo.
Sopralluogo del certificatore energetico
Durante il sopralluogo il certificatore dovrà visionare tutte le parti riscaldate della casa e la centrale termica, prendere misure, analizzare le caratteristiche dell’involucro che delimita il volume riscaldato (muri, finestre, tetto, pavimento) ed anche quelle degli impianti, in particolar modo quello di riscaldamento, idrosanitario, di ventilazione meccanica e se esistono contributi energetici da fonti rinnovabili.
È probabile che scatti delle fotografie da tenere nel suo archivio personale.

In occasione di questo sopralluogo il proprietario dovrà preparare dei documenti e fornire tutti i dati che serviranno al certificatore per portare a termine la pratica. Cerchiamo dunque di capire quali informazioni servono, in modo da non trovarci impreparati alle domande che ci porrà il certificatore.
Documenti identificativi

Innanzitutto il proprietario dovrà comunicare i suoi dati personali (nome, data di nascita, residenza, codice fiscale, numero di telefono) ed anche i dati catastali dell’immobile, possibilmente mettendo a disposizione una visura catastale.
Documenti relativi alle caratteristiche costruttive

documenti per il certificatore energetico: disegni di pratiche edilizie passateIl proprietario dovrà poi fornire informazioni più dettagliate sull’immobile, in particolare in che anno è stato costruito (lo si può evincere dalla pratica edilizia di costruzione oppure sull’atto notarile) e se successivamente sono stati effettuati degli interventi che abbiano comportato una diminuzione dei consumi energetici.

Interventi di questo tipo sono ad esempio la sostituzione della caldaia, l’isolamento del tetto, delle pareti o del pavimento, la sostituzione dei serramenti, l’installazione di pannelli solari termici o fotovoltaici.

A testimonianza di questi interventi sarà utile al certificatore visionare eventuali pratiche edilizie presentate in Comune oppure le certificazioni di alcuni elementi installati, come lo possono essere quelle fornite dai produttori dei serramenti. In questo modo, mettendo insieme l’epoca di costruzione dell’edificio e tutte le informazioni sugli interventi successivi, il certificatore potrà ricostruire nel modo più preciso possibile le caratteristiche costruttive dell’immobile anche senza effettuare su di esso esami invasivi.
Documenti relativi agli impianti

documenti per il certificatore energtico: libetto di impianto di riscaldamentoQuando l’immobile è riscaldato mediante un generatore a combustione, il proprietario deve consegnare al certificatore energetico copia del libretto di impianto e dell’ultima prova fumi effettuata dal tecnico caldaista.

Inoltre, se esistono anche altri generatori, come ad esempio un boiler elettrico per l’acqua calda sanitaria o delle pompe di calore, è opportuno verificare di averne conservato la documentazione tecnica o che ci siano almeno delle targhette sugli elementi da cui se ne possano estrapolare i dati.

Stessa cosa vale per altri apparecchi, come ad esempio i pannelli solari termici o fotovoltaici oppure ancora per gli impianti di ventilazione meccanica con recupero del calore.
Documenti di immobili che fanno parte di un condominio

condominioNel caso in cui l’immobile oggetto di certificazione energetica si trovi all’interno di un condominio con riscaldamento centralizzato, il libretto di impianto si troverà nelle mani dell’amministratore o più probabilmente del tecnico che ne segue la manutenzione.

In questi casi è allora buona regola fornire al certificatore il numero di telefono dell’amministratore o del manutentore della centrale termica in modo che possano consegnare essi stessi copia del libretto al certificatore.
Nella maggior parte dei casi i tecnici manutentori gestiscono i libretti di impianto in modalità digitale, pertanto su richiesta possono far pervenire molto velocemente una copia al certificatore tramite email.

Al certificatore sarà necessario conoscere anche i millesimi di riscaldamento relativi all’immobile oggetto di certificazione energetica.

Questi di solito si trovano nei documenti forniti dall’amministratore in occasione delle comunicazioni dei pagamenti da effettuare. In alternativa si può contattare direttamente l’amministratore, che è tenuto a fornire tali informazioni.

Sempre all’amministratore il certificatore energetico potrà chiedere informazioni su eventuali interventi edilizi che nel corso degli anni sono stati effettuati nel condominio.
Molto diffuse sono ad esempio opere di manutenzione straordinaria del tetto che migliorino la coibentazione e quindi l’efficienza energetica dell’edificio.

Queste sono le informazioni principali da affidare al certificatore.
È probabile che in situazioni particolari vi chieda anche altri documenti. Ciò che è importante capire è che la nostra disponibilità nel facilitargli il reperimento delle informazioni andrà solo a nostro vantaggio. Infatti in alcuni casi avere dati precisi non solo può facilitare il lavoro del certificatore, ma anche migliorare i risultati finali della certificazione energetica.

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Siti per risparmio energetico

Due esempi di siti Internet dove raccogliere utili consigli per il risparmio energetico, un tema sempre più importante in tempi di crisi.

In tempo di crisi economica, tutti sembrano essere diventati improvvisamente più attenti al tema del risparmio energetico, anche coloro che fino a poco tempo fa non manifestavano una particolare sensibilità nei confronti dell’ecologia e del rispetto ambientale.
Ma tant’è, facciamo di necessità virtù e salutiamo con soddisfazione il moltiplicarsi di iniziative, anche in Rete, volte ad aiutare gli italiani ad assumere comportamenti più virtuosi per quel che riguarda i consumi energetici.
Già nei primi giorni del 2012 il web ha visto la nascita del primo sito di e-commerce dedicato interamente a prodotti per il risparmio energetico: si chiama IoRispamioEnergia.com ed è diventato in breve tempo un riferimento per molti utenti della Rete.
Il progetto è stato ideato e realizzato dal giovane imprenditore pordenonese Renzo Zanetti che ha messo a frutto la sua esperienza nel settore del risparmio energetico (si era occupato di vendita ed installazione di pannelli fotovoltaici lavorando per Saros Energia), creando questo negozio on line rivolto a tutti coloro che sono attenti alla conservazione dell’ambiente e alla riduzione dei consumi.
In questo sito si possono acquistare prodotti di ogni genere: dal detergente ecologico naturale al dispositivo per ridurre i consumi della lavatrice, dal kit fotovoltaico per camper e barche al depuratore d’acqua, dai misuratori di corrente elettrica per la casa , ai giochi educativi alimentati ad energia solare. Oltre a kit fotovoltaici delle migliori marchi per installare un impianto presso la propria abitazione.
Ma tutti i prodotti in vendita sono accuratamente testati e provengono dalle migliori aziende del settore. La loro qualità è garantita personalmente dallo staff di IoRisparmioEnergia.com e, grazie alla formula soddisfatti o rimborsati, gli acquirenti sono sempre tutelati.
Infine, ogni mese ci sarà un’iniziativa promozionale volta a favorire il risparmio energetico nelle case degli italiani. Quella di questo mese è costituita da uno sconto del 10% sul costo dei misuratori di consumi elettrici.
L’azienda Beretta focalizza invece la sua attenzione sulle esigenze di quei consumatori che desiderano sostituire la vecchia caldaia con un prodotto tecnologicamente più avanzato, che assicuri elevate prestazioni e bassi consumi. Per far ciò l’azienda dà vita al progetto EconoMia – La Mia Casa Risparmia.
Così, grazie al portale lamiacasarisparmia.it, il consumatore ha la possibilità di approfondire le sue conoscenze sull’argomento caldaie a condensazione, ma può anche richiedere direttamente da casa sopralluoghi e preventivi alla rete di professionisti che installano i prodotti Beretta sul territorio.
Per permettere di valutare l’impatto positivo della tecnologia a condensazione in qualunque contesto, sul portale sono messi a disposizione due utili strumenti: il Configuratore Caldaie e il Risparmiometro.
Con questi due strumenti, Beretta guida l’utente alla scelta della caldaia a condensazione più adatta al proprio immobile e calcola istantaneamente il risparmio in bolletta.
È sufficiente inserire pochi dati, come la superficie e l’altezza dell’appartamento, il tipo di isolamento dei muri, le caratteristiche del clima del luogo, il tipo di utilizzo della caldaia, le ore di riscaldamento quotidiano e i giorni dell’anno, il numero di persone che abitano l’alloggio, ecc.
È inoltre disponibile una sezione in cui si possono leggere le testimonianze degli utenti che hanno scelto la tecnologia Beretta.

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Iniziative per il risparmio energetico

Stiamo assistendo da qualche anno a due fenomeni apparentemente estranei tra loro ma che, in realtà, sono legati da nessi di natura funzionale e socio-economica:

Stiamo assistendo da qualche anno a due fenomeni apparentemente estranei tra loro ma che, in realtà, sono legati da nessi di natura funzionale e socio-economica: stiamo parlando del fiorire di prodotti energeticamente efficienti ed ecocompatibili e della liberalizzazione del mercato dell’energia.
In realtà, com’è chiaro, alla luce dei costanti aggiornamenti normativi nel settore del contenimento e dell’efficienza energetica, i due fenomeni sono decisamente connessi e correlati, perchè le metodiche di fornitura e di generazione delle fonti di energia sono strettamente connesse con gli impianti casalinghi e locali che devono utilizzare queste fonti oppure coadiuvarle. Da questo punto di vista, negli ultimi tempi assistiamo ad iniziative commerciali nel settore in oggetto sia da parte dei provider di energia sia da parte dei produttori di impianti, ognuno per le rispettive competenze.
Un recente esempio di quanto appena detto è la nuova iniziativa di Fondital, importante realtà produttiva nel settore delle caldaie, radiatori ed energie alternative, che ha presentato il pacchetto Casa Energia, proposta nata per consentire al cliente di soddisfare le proprie esigenze di riscaldamento e di produzione di energia nel rispetto dell’ambiente ed in armonia con le più aggiornate leggi sul rendimento energetico nell’edilizia.
Il pacchetto Casa Energia permette di scegliere fra i tanti prodotti e le diverse proposte Fondital e disporre di un mix prodotto capace di soddisfare i problemi energetici, ed anche di avvalersi di consulenza tecnica specializzata per individuare la migliore soluzione tecnica anche in rapporto alla normativa, fino all’assistenza post-acquisto. Le possibilità di scelta di prodotti a basso consumo vanno dai classici radiatori pressofusi Fondital, che funzionano ottimamente anche in presenza di una temperatura di mandata ridotta e sono dotati di bassa inerzia termica, fino a proposte miste che possono prevedere l’unione delle caldaie a condensazione con i pannelli solari termici o dei moduli fotovoltaici con i radiatori a gas e le pompe di calore.
Non bisogna dimenticare, inoltre, le caldaie a condensazione, sia murali sia a basamento, delle quali esistono modelli abbinabili con impianti solari termici per risparmiare nella produzione di acqua calda sanitaria. Interessante è anche l’abbinamento tra i moduli fotovoltaici, costruiti con materiali di alta qualità e dotati di inverter, ed i radiatori elettrici Fondital, sistema integrato che gode della possibilità di programmare singolarmente i radiatori per una distribuzione più uniforme del calore.
Altro genere di offerta, in questo caso nel settore della distribuzione e fornitura dell’energia, ma abbinabile con forniture impiantistiche, è quella di Sorgenia, da qualche tempo tra i competitor in questo campo, che tra le proposte integrate per il miglioramento energetico per le abitazioni ha il pacchetto Risparmio&Calore, iniziativa chiavi in mano per l’efficienza energetica nel riscaldamento civile, in particolare dei condomini, con soluzioni concrete per i problemi economici e gestionali e per le esigenze di adeguamento alla normativa ambientale.
Per dare efficacia pratica all’offerta, e dotarla di attrattiva commerciale, Sorgenia ha sviluppato una specifica partnership con Riello, realtà di livello internazionale nel settore delle caldaie ed impianti, che prevede tutti i passaggi che vanno dalla sostituzione del vecchio impianto di riscaldamento centralizzato alla sua gestione, manutenzione e regolazione, senza dimenticare naturalmente la fornitura del combustibile (gas naturale).
Infine, ma non ultimi, sono determinanti i servizi aggiuntivi, ad esempio l’adempimento delle necessarie pratiche autorizzative utili all’assistenza finanziaria ed anche la consulenza in materia di agevolazioni fiscali. I vantaggi di Risparmio&Calore sono sia di natura economica sia gestionale, spaziando dal miglioramento della sicurezza degli edifici ai risparmi, nell’immediato e nel tempo, sulle bollette per i consumi energetici, fino alla riduzione di anidride carbonica nell’aria ed alla possibilità di certificare energeticamente i fabbricati.

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Giornata del Risparmio Energetico

Si rinnova il 13 febbraio l’iniziativa “M’illumino di meno” ideata dai conduttori radiofonici Cirri e Solibello.

LocandinaM’illumino di meno è un’interessante iniziativa giunta alla quinta edizione, ideata da Massimo Cirri e Filippo Solibello, conduttori della trasmissione radiofonica di Radio 2 Caterpillar.

Si tratta di una grande giornata di mobilitazione internazionale per il risparmio energetico che parte dal presupposto che, in un paese come il nostro, povero di ogni tipo di materia prima atta a produrre energia, la prima fonte di energia pulita e rinnovabile è rappresentata proprio dal risparmio.
È qui, dall’eliminazione di ogni spreco inutile, che si parte per ottenere una migliore efficienza energetica.

Quindi, come nelle scorse edizioni, anche quest’anno, il 13 febbraio alle ore 18,00, i due conduttori chiederanno ai propri ascoltatori di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili.

Sul sito viene anche proposto un decalogo di buone abitudini, da mantenere non solo per il 13 febbraio, che di fatto sono simili ai consigli che spesso suggeriamo anche noi di Lavorincasa :
Spegnere le luci quando non servono1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si fa bollire l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

Mettere il coperchio sulle pentole quando si fa bollire l’acquaLa campagna M’illumino di meno è iniziata già il 7 gennaio e si protrarrà fino al 13 febbraio, dando voce, giorno per giorno, a tutti quei suggerimenti che possono essere utili per razionalizzare l’utilizzo delle risorse e tagliare gli sprechi, siano essi accorgimenti tecnici o quei piccoli gesti quotidiani che ciascuno di noi può compiere.

Le scorse edizioni hanno conosciuto un grande successo che ha appassionato, di volta in volta, dal semplice cittadino, alle istituzioni, fino a scuole, gruppi di volontariato, società sportive.

L’anno scorso la Giornata del Risparmio ha visto la partecipazione simbolica delle più importanti piazze d’Italia e d’Europa. In Italia, si sono “illuminate di meno” Roma, con il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, Verona con l’Arena, Torino con la Basilica di Superga, Venezia con Piazza San Marco, Firenze con Palazzo Vecchio, Napoli con il Maschio Angioino, Bologna con Piazza Maggiore, Milano con il duomo e Piazza della Scala.
non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni Ma hanno partecipato anche importanti città Europee come Parigi, Londra, Vienna, Atene, Barcellona, Dublino, Edimburgo.

L’iniziativa si è estesa oltre confine grazie all’intervento di alcuni Comuni che hanno coinvolto le città con loro gemellate in diverse parti del mondo.
Quest’anno l’idea è quella di estendere il principio del gemellaggio non solo alle istituzioni, ma anche ai singoli cittadini, magari coinvolgendo specifiche categorie.

Sul sito della trasmissione è possibile aderire all’iniziativa indicando le modalità che si intendono mettere in atto per ridurre gli sprechi, che possono diventare interessanti esempi da seguire.
È poi possibile scaricare il brano del rapper Frankie HI NRG, Inno della manifestazione, e reinterpretarlo inviando alla trasmissione le proprie versioni.

Ricordiamoci quindi di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili venerdì 13 febbraio alle ore 18.00!

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Costruzioni in bioedilizia e risparmio energetico

Bioedilizia e risparmio energetico non sono temi nuovi per il nostro portale, a testimonianza dell’importanza che diamo all’implementazione di questo settore specifico.

Costruzioni in bioedilizia e risparmio energeticoIl tema delle costruzioni in bioedilizia non è nuovo sulle pagine web del nostro portale, a testimonianza dell’importanza che diamo all’implementazione di questo settore specifico, per il quale l’interesse è crescente e concreto, non solo da parte dei tecnici professionisti ma anche da quanti hanno in progetto di costruire la propria abitazione seguendo i dettami propri della sostenibilità ambientale.

Acquisita ormai la consapevolezza che l’unico futuro del costruire sia quello che terrà in considerazione questi criteri e stabilito una volta per tutte che il fattore economico non costituisce più un’aggravante per questa tipologia di costruzioni rispetto a quelle tradizionali, il mercato si apre con offerte sempre più varie e complete, per ogni situazione ed esigenza personale a cui adeguare i prodotti.
Costruzioni con la struttura portante in legno

Costruzione in legnoNon sfugge a questo trend la categoria delle cooperative edificatrici, come ad esempio il CO.C.E.C, ovvero il Consorzio Cooperativo Edilizio Cinisello Balsamo, che riunisce tre cooperative: UniAbita, Armando Diaz e La Nostra Casa.

Il progetto in questione riguarda la costruzione a Cinisello Balsamo di un edificio per 16 appartamenti in edilizia convenzionata, con struttura portante in legno.
Non a caso il cantiere si chiama proprio Domus Lignea.

È un progetto tecnologicamente caratterizzato dall’utilizzo del sistema costruttivo X-Lam, ovvero con pannelli di legno massiccio incollato a strati incrociati. In questo modo, come è noto, si ottiene una struttura scatolare sicura dal punto di vista statico, antisismica.

Si possono costruire così non solo case singole, ma anche complessi abitativi a più piani, senza perdere nessuna delle caratteristiche principali, ovvero sicurezza, ecosostenibilità, tempi ridotti di costruzione, elevato isolamento termoacustico per una ottimale efficienza energetica.Domus Lignea, pannelli X-Lam

Quest’ultima, infatti, è assicurata dalla perfetta coibentazione che questo tipo di struttura offre, con la creazione di uno sfasamento termico notevole, grazie all’inerzia termica delle pareti, che assicura comfort abitativo sia d’inverno che d’estate.

Il cantiere, inoltre, avrà una bassissima produzione di rifiuti, in gran parte riciclabili, grazie all’uso di materiali naturali, quindi atossici sia durante il processo produttivo che per tutto il ciclo di vita. Nessuna presenza di formaldeide nei collanti adottati per i pannelli.

Il legno utilizzato per l’intera struttura proviene dalle foreste austriache che aderiscono a programmi certificati di rimboschimento sostenibile, a garanzia di una costante crescita del patrimonio forestale.
Per quanto riguarda la sicurezza in una struttura del genere, chiariamo subito che l’argomento è di primo piano nella miriade di dubbi e rassicurazioni che hanno nel tempo accompagnato l’affermarsi della tipologia costruttiva delle case in legno, a maggior ragione se a più piani.

Se pensiamo al fuoco, infatti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il legno lamellare, rispetto al ferro del cemento armato, brucia più lentamente. In caso di incendio, quindi, una struttura tradizionale collassa velocemente alle alte temperature, mentre una struttura in legno massiccio resiste molto meglio grazie alla combustione lenta.

Sulla resistenza ad eventi sismici bastano le rassicurazioni dei numerosi test effettuati da vari istituti, nazionali e internazionali, che dimostrano l’efficacia del sistema. Tra le caratteristiche del legno come materiale, infatti, ci sono soprattutto la leggerezza e la resistenza alle forze di compressione e di trazione, nonché l’elasticità.

La leggerezza è molto importante, viste le forze in gioco in eventi sismici che sono proporzionali alla massa della struttura, mentre l’elasticità permette alla struttura di dissipare l’energia sismica evitando deformazioni e crolli. Domus Lignea

Anche i tempi di realizzazione sono molto ridotti, in quanto i pannelli X-Lam arrivano in cantiere già pronti e devono solo essere montati. I rischi di lavorazione sono dunque ridottissimi, il processo di costruzione è reso più rapido e sostenibile economicamente, con il risultato che gli appartamenti vengono realizzati a costi competitivi.

Tutto questo ben si sposa con i valori su cui si fonda la Cooperativa, che nasce con l’obiettivo di fornire la giusta risposta abitativa di qualità alle condizioni migliori possibili, favorendo l’integrazione sociale tramite servizi e strutture.
Risparmio energetico con fotovoltaico e accumulo

Schueco: sistema integratoL’argomento del costruire sostenibile è ampio e si declina anche attraverso la tematica dell’autosufficienza energetica nel rispetto per l’ecosistema, quindi diventa primaria la progettazione di sistemi sempre più efficienti per la riduzione delle emissioni di gas serra (20% entro il 2020 secondo la direttiva 2009/28/CE) e dei consumi di energia con sempre maggiori coperture provenienti da fonti rinnovabili (38% entro il 2020 secondo il D.L. 8 marzo 2013).

Tutto questo porta a puntare sulla realizzazione di edifici a bilancio energetico nullo.
Come si può tradurre in termini concreti?

Schuco International Italia Srl propone un sistema completo che abbina fotovoltaico e dispositivi per accumulo sia termico che elettrico, in modo da rendere indipendente energeticamente l’abitazione incrementandone l’autoconsumo energetico, con significativi risparmi nella bolletta e nei costi di gestione in genere.
Schueco: fotovoltaico
Il sistema è costituito dall’integrazione di 3 impianti: quello fotovoltaico, la pompa di calore e lo smart inverter a cui collegare le batterie di accumulo.
In questo modo si produce energia da fonte rinnovabile e la parte non consumata viene immagazzinata per poter essere utilizzata durante la notte o in occasione di insolazione insufficiente.

Inoltre, tramite questo sistema, è possibile inviare parte dell’energia elettrica prodotta ad un accumulo di acqua sanitaria portandolo ad alta temperatura: si ha così una riserva a disposizione senza l’uso del gas della caldaia.

Schueco: pompa di caloreSchueco: solare termicoLa priorità, in questo sistema, è data all’utilizzo istantaneo dell’energia dal fotovoltaico, tuttavia, in caso di carichi elettrici non in funzione, l’accumulo permette di riutilizzare l’energia in altri momenti della giornata.
Ovviamente il progetto di un sistema del genere prevede che le batterie non cedano energia alla rete elettrica esterna, per cui l’utilizzo in differita dell’energia stessa permette di ridurre in maniera significativa il ricorso alla rete esterna stessa, con notevoli risparmi in bolletta.

Già con il solo fotovoltaico, gestendo nella giusta maniera le apparecchiature elettriche, è possibile raggiungere livelli di autoconsumo pari al 30% circa; se poi a questo si connette la pompa di calore per l’acqua sanitaria si arriva al 60%, mentre aggiungendo l’azione del dispositivo di accumulo l’indipendenza totale dalla rete è dell’80%.

Oltre a questi vantaggi concreti, c’è da considerare anche la possibilità, tramite il collegamento dell’inverter ad Internet, di monitorare il sistema e avere aggiornamenti su consumi, prestazioni e rendimenti.
Aumenta anche il comfort abitativo, grazie a questo sistema, poiché serve anche da temporaneo back up per assicurare continuità all’alimentazione in caso di problemi di black-out.

Ovviamente l’intero sistema Schüco è adattabile alle esigenze proprie di ogni nucleo familiare, potendo essere calibrato il dimensionamento del fotovoltaico e il numero delle batterie di accumulo, così come la capienza delle pompe di calore.Comfort abitativo

È un sistema che nasce per l’utenza residenziale e può usufruire dei vari incentivi previsti dal Governo per la riqualificazione energetica, dalla detrazione fiscale del 65% a quella del 50%, entrambe prorogate a tutto il 2014.