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Risparmio energetico, il segreto è l’informazione

Qual è il segreto per raggiungere i migliori risultati di efficienza e risparmio energetico? Molti ignorano che uno dei maggiori fattori è il comportamento dell’utente che, per il riscaldamento, possono portare a risparmi pari al 20%. Soltanto con il controllo di tutti i consumi insieme alla tempestiva informazione dell’utente fa diminuire il consumo di calore fino al 30%; inoltre la sensibilizzazione del consumatore è il provvedimento che richiede il minore investimento possibile se paragonato ai suoi brevi tempi di ammortamento. Ma sul tema dell’efficienza e del risparmio energetico pubblichiamo il parere di Antonello Guzzetti, Country Manager di Qundis, azienda che si occupa di sviluppo di sistemi per la raccolta dei dettagli sui consumi energetici. Bisogna partire da una premessa: com’è possibile gestire al meglio qualcosa di cui non si ha precisa misura? È questo il primo interrogativo che poniamo a chi si lamenta dei propri consumi eccessivi. Il problema principale è che, spesso, manca la consapevolezza di come viene effettivamente utilizzata l’energia consumata. Viene da se che quindi, mancando le informazioni, risulta impossibile implementare delle strategie adeguate di risparmio energetico, in quanto il perno su cui ogni altra azione deve essere condotta è una valutazione di come e dove viene utilizzata l’energia. Fatto ciò si può iniziare a parlare di risparmio energetico: l’efficienza energetica si ottiene però non solo installando dispositivi a supporto, ma anche attraverso un monitoraggio costante dei consumi che permetta di ottimizzare gli stessi. Il monitoraggio è fondamentale in tal senso e interventi di automazione e monitoraggio degli impianti – che permettano di misurare, controllare e analizzare l’utilizzo dell’energia – offrono risultati concreti misurabili nel tempo. Ti potrebbe interessare: Aruba realizza un grande data center sostenibile Gli strumenti di allocazione dei costi consentono di raccogliere, calcolare e rendicontare i costi per edificio e apparecchiatura e promuovere comportamenti mirati al risparmio energetico. Disporre dei giusti strumenti vuol dire disporre di una corretta informazione e quindi avere una panoramica chiara legata a tutti i dati di consumo, quando e dove si desidera; procedere a una lettura facile e veloce per un conteggio finale frequente e corretto e utilizzare un’architettura aperta, così che il sistema possa essere ampliato per il condominio con tutti gli strumenti che riguardano la contabilizzazione del calore, la contabilizzazione in centrale, la contabilizzazione dell’acqua, il controllo dei fumi e non solo. In Germania la sensibilizzazione in materia è a un livello superiore rispetto all’Italia e sono molti di più gli interlocutori informati sui propri effettivi consumi: in Germania il 77% dell’energia casalinga totale viene consumata per il riscaldamento, mentre il restante 23% comprende acqua calda, luce, elettrodomestici e ulteriori dispositivi. Le tecniche di misura e monitoraggio consentono di essere informati e l’informazione garantisce il massimo ritorno, a lungo termine, sugli investimenti fatti in efficienza energetica. Il solo monitoraggio di tutti i propri consumi insieme alla tempestiva informazione dell’utente fa diminuire il consumo di calore fino al 30% e – altro dato essenziale – la sensibilizzazione del consumatore è il provvedimento che richiede il minore investimento possibile se paragonato ai suoi brevi tempi di ammortamento. Molti ignorano che uno dei maggiori fattori di risparmio è il comportamento dell’utente: parliamo in media di un risparmio sul conteggio finale in base ai reali costi di riscaldamento pari al 20%. Ovviamente negli edifici di nuova costruzione, il comportamento dell’utente ha un maggiore effetto sul consumo energetico che in edifici di costruzione meno recente poiché la coibentazione e gli impianti di riscaldamento sono molto più efficaci. Ulteriori effetti di risparmio energetico possono essere riscontrati attraverso la fornitura di informazioni infra-annuali con la conseguente possibilità di risparmiare circa un milione di tonnellate di CO2 all’anno. Ti potrebbe interessare: Lighting up Lives, illuminazione sicura e green per l’Africa orientale L’unica soluzione per continuare a sensibilizzare il mercato italiano è quello di mostrare ai consumatori mese per mese in cosa possono migliorare, fornendo loro strumenti grazie ai quali sia più frequente la possibilità di avere informazioni, per esempio per singoli amministratori o per singoli condomini: già nel primo anno il risparmio sarà quantificabile fino al 30%. Il passo successivo è migliorare l’informazione: se le persone possono avere un’informazione personalizzata con il proprio profilo di consumo, agiranno di conseguenza e beneficeranno di un importante risparmio in termini di costi energetici e di riscaldamento.

 

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Infissi ad alte prestazioni termiche quali scegliere

Grazie a una maggiore sensibilità per il risparmio energetico, sul mercato esiste una vasta gamma di infissi ad alte prestazioni termiche in alluminio, legno o pvc.

Il ruolo di infissi e bucature nel risparmio energetico

Analizzando l’immagine termografica di un edificio non costruito secondo i recenti metodi ad alta efficienza energetica si nota immediatamente che le maggiori dispersioni termiche avvengono in corrispondenza dell’involucro esterno e in particolare proprio in corrispondenza delle porte e finestre, punti critici in cui tendono a formarsi i ponti termici.

Le bucature sono infatti necessarie per ovvie esigenze igieniche e funzionali ma costituiscono una discontinuità inevitabile nelle pareti perimetrali, diventando in inverno una via privilegiata per le perdite di calore e l’ingresso di aria fredda e viceversa creando uno sgradevole effetto serra nei mesi più caldi.

 

Tuttavia si possono mitigare questi problemi con opportuni accorgimenti. In base al clima prevalente nella zona, si può ad esempio diversificare la dimensione delle finestre in funzione dell’orientamento del fronte e dell’effetto voluto.

Nelle regioni calde e soleggiate del Sud Italia le finestre a sud saranno infatti piccole e ben protette da pergolati e frangisole od ombreggiate da filari di alberi con altezza opportuna, mentre le bucature rivolte a nord saranno più ampie o anche estese all’intera parete.

Al Nord Italia e nelle regioni montane avverrà invece l’opposto: poche finestre di piccole dimensioni a nord ed ampie superfici vetrate esposte a sud per cogliere anche i deboli raggi del sole invernale; una schermatura di alberi latifoglie lascerà passare il sole in inverno e creerà una piacevole ombra in estate.

Infissi ad alte prestazioni termiche e il risparmio energetico degli edifici.
Con questo sistema, che sfrutta il concetto di casa passiva, è però fondamentale scegliere il corretto tipo di infissi: negli ultimi anni il progresso tecnologico ha infatti favorito la creazione di numerosi modelli di porte e finestre ad alte prestazioni, cioè in grado di abbassare drasticamente le dispersioni termiche e contribuire al miglioramento dell’efficienza energetica di un edificio.

I vantaggi sono molteplici soprattutto su un edificio esistente:

– conseguimento di una classe energetica molto favorevole o deciso miglioramento di quella precedente (con conseguente aumento del valore di mercato dell’immobile);

– diminuzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale e il condizionamento estivo con ovvi risparmi e infine diminuzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

Infissi risparmio energetico in legno lamellare Topline di Elicona.
Tuttavia, l’installazione di questi infissi richiede anche alcune precauzioni perché proprio in seguito al loro ottimo grado di isolamento sono quasi a tenuta stagna e, soprattutto nei mesi freddi, richiedono cambi d’aria molto frequenti per evitare la formazione di umidità di condensa e l’infestazione di muffa.

Particolare attenzione va posta anche agli apparecchi a fiamma libera come cucine a legna, stufe e caminetti: per scongiurare le pericolosissime (e talvolta letali) intossicazioni da monossido di carbonio oltre a verificare l’ottima funzionalità delle canne fumarie e l’efficienza dei fori ventilazione obbligatori per legge e importante anche garantire una buona ventilazione all’ambiente.
Infissi a risparmio energetico: materiali, caratteristiche e prestazioni

Gli infissi a risparmio energetico sono normalmente realizzati in materiali come legno, pvc, alluminio o una loro combinazione.

Infatti, disponendo l’alluminio all’esterno e il legno o il pvc nella parte interna dell’infisso, si possono combinare la resistenza agli agenti atmosferici e le scarsità di manutenzione dei profilati metallici con la bellezza e il calore visivo dei materiali più delicati.

Infissi risparmio energetico by Elicona
Il legno è utilizzato da secoli per la costruzione di infissi e dunque risulta particolarmente indicato anche per il rifacimento delle porte e finestre di edifici tradizionali.

Infatti in alcuni casi come edifici vincolati come bene culturale, zone con vincolo paesaggistico o centri storici di notevole pregio, l’utilizzo del legno, viene esplicitamente richiesto dai regolamenti locali o dalla Soprintendenza.

Alcune aziende del settore come Elicona hanno quindi ideato una vasta gamma di infissi ad alte prestazioni in legno massello o lamellare, che a fronte di un costo iniziale più alto offrono un’altissima resistenza agli agenti atmosferici e una durata praticamente illimitata.

Gli stili sono diversi: alcuni tipi di infissi hanno ad esempio un aspetto molto tradizionale con apertura a due ante e vetri divisi in due o più luci da sottili stecche di legno.

I modelli contemporanei, particolarmente indicati per le grandi asole finestrate dei nuovi edifici in legno ad alta efficienza energetica, si caratterizzano invece per le grandi ante completamente vetrate, la struttura generalmente molto esile e l’apertura scorrevole o ad anta-ribalta.

Non mancano infine veri e propri esempi di facciate continue a montanti e traversi completamente di legno: un segno architettonico molto forte per denunciare immediatamente i nuovi principi dell’architettura bioclimatica e sostenibile.

Infissi ad alte prestazioni in legno e alluminio Alutop72 di Elicona
La linea di infissi a risparmio energetico Topline, in legno lamellare a tre strati di larice e abete si inserisce facilmente in qualsiasi edificio esistente.

Il telaio in legno, con spessore di mm 72×80, rende la finestra indeformabile e consente l’installazione di vetri con dimensioni maggiori. I profili esterni a tre fresature e apposite guarnizione lungo i lati di battuta aumentano l’isolamento termico e acustico.

Un gocciolatoio sul lato esterno impedisce all’acqua di entrare, mentre un’apposita canalina di ventilazione evita la formazione di condensa all’interno della finestra.

Una soluzione alternativa è la serie in legno e alluminio Alutop72, con telaio interno in legno della linea Topline e rivestimento esterno in profili di alluminio per una miglior protezione dalle intemperie.

La collezione Premium Slide comprende invece una vasta gamma di porte-finestre a risparmio energetico con grandi ante scorrevoli, strutture molto sottili e vetrate fisse senza telai per massimizzare la leggerezza visiva e il minimalismo formale tipico dell’architettura contemporanea.

Schema delle dispersioni termiche di un vetrocamera, dal sito dell’azienda Finstral
In tutti questi modelli il vetrocamera, doppio, triplo ed eventualmente di tipo antisfondamento, viene scelto in base alle prestazioni richieste.

Le prestazioni del vetro sono infatti determinanti per quantificare l’efficienza energetica di un serramento, perché la maggior parte delle dispersioni avviene proprio attraverso le superfici vetrate, che durante l’inverno disperdono il calore e in estate lasciano penetrare i raggi del sole non schermati, facendo aumentare la temperatura interna in seguito all’effetto serra.

Ma l’azienda Finstral spa ha ideato una serie di vetrocamera ad alto potere isolante, con due o tre strati di vetro di ottima qualità e uno speciale trattamento basso-emissivo, eventuali pellicole riflettenti per la schermatura dei raggi solari, guarnizioni perimetrali a perfetta tenuta, intercapedini di spessore maggiorato e riempimento con gas nobili.

Vetricamera ad alte prestazioni di Finstral
In base alle diverse esigenze sono disponibili vari modelli, tra cui:

– Plus Valor, per così dire il modello base;

– Energy Valor, per le zone climatiche più fredde;

– Plus Valor Mediterranean, particolarmente indicato per i paesi mediterranei e il sud Italia;

– Sun Block e Sun Block 3 con pellicole riflettenti per edifici particolarmente soleggiati.

Per applicazioni particolari, ad esempio pareti completamente vetrate ai piani alti, sono inoltre disponibili Bodysafe, un vetro di sicurezza temprato ad alta resistenza, e Multiprotect, un vetro multistrato con pellicola resistente allo stratto che in caso di rottura della lastra evita la formazione di pericolose schegge taglienti.
Questi vetrocamera sono ovviamente il complemento naturale degli infissi in pvc della serie Top 90 KAB, con tripli vetri, profili rinforzati ad alta resistenza, linee classiche e sobrie ed eventuali tendine o veneziane integrate.
Il modello Top 90 KAB, con rivestimento esterno in alluminio, offre inoltre il vantaggio di un’estrema versatilità in termini di colori e trattamenti superficiali, una grandissima facilità di pulizia e l’inalterabilità della superficie anche con scarsa o nessuna manutenzione.

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Quanto consuma una lavastoviglie?

Le moderne lavastoviglie sono già pensate per rispettare l’ambiente, mediante il contenimento dei consumi, ma possono essere supportate da un utilizzo oculato.

La lavastoviglie: che grande invenzione!

Addio pile di piatti incrostate di sporco e cattivi odori: per fortuna l’evoluzione della tecnologia ha fatto sì che la lavastoviglie sia un elettrodomestico alla portata di tutte le tasche!

La lavastoviglie
La lavastoviglie è oggigiorno un aiuto indispensabile allo svolgimento delle faccende domestiche e grazie alla produzione di modelli sempre meno rumorosi, efficienti e con una drastica riduzione dei consumi, sia energetici che d’acqua, rispetto al passato è sempre più diffusa.

Non più rivolta solo a famiglie numerose; sono presenti sul mercato anche modelli con un numero ridotto di coperti, adatti a un pubblico di single o una giovane coppia.
Tipologie di lavastoviglie e lavaggi

Una lavatrice standard di tipo autonomo, da accostare ai mobili della cucina, ha dimensioni di cm 60x60x85h ed è in grado di lavare fino a dodici coperti.

I modelli più moderni hanno spesso anche il meccanismo del mezzo carico e possono quindi essere facilmente utilizzate anche da un piccolo nucleo familiare.

È possibile adoperare diversi programmi di lavaggio, a seconda del grado di sporco:

– il ciclo rapido, per le stoviglie appena usate;
– il ciclo energico, per le pentole incrostate;
– il ciclo delicato, per la cristalleria;
– il ciclo biologico, permette di sfruttare i detersivi ecologici.

Ci sono anche programmi di solo risciacquo, per rinfrescare le stoviglie appena impolverate.

Con l’elettronica si può programmare l’accensione per farla partire in una fascia di minor consumo e il sistema fuzzy regola la quantità d’acqua secondo il bisogno.

Per i maniaci dell’estetica, che tengono ad avere ogni complemento in coordinato, è possibile optare per una lavastoviglie ad incasso. Queste sono del tutto simili, nelle dimensioni e nella tecnologia, a quelle a libera installazione ma permettono di mimetizzare completamente l’apparecchio nei mobili o lasciare a vista il solo quadro comandi, a seconda che siano a integrazione totale o parziale.
Stenterete a crederci ma anche le mini cucine possono essere attrezzate con una lavastoviglie piccole: parliamo di modelli mini da 45 cm, progettate per otto coperti.
Il vantaggio è duplice: si risparmia sia nei consumi sia nello spazio.

Tuttavia, per un single o una coppia otto coperti possono essere troppi e per evitare sprechi si dovrebbe ricorrere a un lavaggio effettuabile solo dopo aver accumulato un po’ di stoviglie, rischiando però di lasciare per qualche giorno nel cestello delle stoviglie sporche qualcosa che potrebbe servirci.

La soluzione ideale, in questo caso, è una lavastoviglie mini, dotata anche della funzione a mezzo carico.
I consumi delle lavastoviglie moderne

Tra gli elettrodomestici , le lavastoviglie sono quelle che maggiormente incidono sulla spesa energetica nelle comuni abitazioni, spesa che può essere ridotta con un’oculata scelta dell’elettrodomestico e un uso smart dello stesso.

Anche l’evoluzione tecnologica ha contribuito e continua a contribuire al miglioramento delle prestazioni delle lavastoviglie, con riduzione dei consumi elettrici e prodotti migliori per i lavaggi; nell’ultimo decennio, ad esempio, la quantità di acqua da riscaldare mediamente necessaria per un lavaggio si è più che dimezzata, riducendosi fino a circa venti litri; analogamente i tempi richiesti per un lavaggio medio hanno avuto una drastica riduzione con i cosiddetti programmi ecologici.

La lavastoviglie da incasso
In termini di consumi e di impatto ambientale le caratteristiche di una lavastoviglie, così come per gli altri comuni elettrodomestici, sono descritte in maniera sintetica e inequivocabile in due etichette, presenti ormai da più di dieci anni in Europa: quella energetica e l’ecolabel.

La capacità di una lavastoviglie è espressa dal numero di coperti che può trattare, con il più comune compreso tra dieci e quindici, e per queste capacità il lavaggio richiede circa 1,5 kW/h, che si riducono anche a 1/3 con i cicli ecologici e con quantità di detersivi comprese tra i 15 e 20 grammi.

In ogni caso, la scelta di una lavastoviglie compatibile con le reali esigenze degli utilizzatori è il primo passo per un corretto utilizzo della stessa.

Una lavastoviglie sovradimensionata non lavorerà quasi mai a pieno carico e consumerà, comunque, acqua corrente e prodotti detergenti, ben oltre le quantità minime necessarie; viceversa, una lavastoviglie sottodimensionata lavorerà quasi sempre in affanno con sollecitazioni elettromeccaniche eccessive e continue, assorbimenti di corrente elettrica eccessivi e qualità dei lavaggi mediocre.

Tra le caratteristiche degne di nota delle moderne lavastoviglie c’è la possibilità di lavare direttamente con acqua calda e di conseguenza la possibilità di sfruttare l’energia solare termica; l’acqua calda prodotta da pannelli solari termici, come accade nella maggior parte degli impianti solari, può essere integrata da una caldaia, se troppo fredda, prima di raggiungere la lavastoviglie; se troppo calda, come può facilmente accadere nella stagione estiva, l’acqua prodotta dai pannelli solari termici viene opportunamente miscelata con quella fredda.
Sale e addolcitori per la lavastoviglie

Le prestazioni delle moderne lavastoviglie sono spesso salvaguardate dalla presenza di un addolcitore interno che, riducendo l’accumulo di calcare sulle resistenze, ne permette i bassi consumi elettrici; le prestazioni dell’addolcitore sono a loro volta garantite dalla somministrazione di sale nella lavastoviglie, secondo le indicazioni della casa costruttrice.

L’esigenza del sale viene segnalata elettronicamente dalla maggior parte delle lavastoviglie ed è naturalmente correlata alle caratteristiche intrinseche dall’acqua nella località di riferimento; inoltre, senza la giusta quantità di sale le stoviglie, a lungo andare, risulteranno lavate ma non belle a vedersi perché deficitarie in brillantezza.

Il carico della lavastoviglie
La scelta di una lavastoviglie a bassi consumi, sia in termini di assorbimenti elettrici che di acqua e detergenti, è il primo passo per il contenimento della spesa energetica dell’elettrodomestico e della spesa complessiva dell’edificio nel quale si trova; il contenimento della spesa energetica della lavastoviglie, nella pratica, dipende fortemente anche dall’utilizzo e dalla manutenzione della stessa.

L’utilizzo, il più possibile, dei lavaggi ecologici o economici, privi della fase di asciugatura e la rimozione dei residui più grandi, contribuiscono al corretto funzionamento e alla riduzione dei consumi della lavastoviglie; invece, i lavaggi più intensi possono essere utilizzati solo quando realmente necessari e, in ogni caso, il lavaggio viene massimizzato facendo lavorare lavastoviglie a pieno carico.
Uso intelligente della lavastoviglie

L’utilizzo del cosiddetto prelavaggio o lavaggio rapido ad acqua fredda, permette di prolungare la presenza delle stoviglie nella lavastoviglie fino alla realizzazione del pieno carico per la massimizzazione dello sfruttamento dei lavaggi; la fase di asciugatura è tra quelle energeticamente più esosa ma l’asciugatura elettronica può essere facilmente sostituita da una asciugatura naturale, tenendo semplicemente socchiusa la porta dell’elettrodomestico.

Con riferimento alle suddette tipologie di lavaggi, i consumi per una lavastoviglie di media capacità, con un carico dell’ordine della decina di piatti, possono oscillare da poco meno di 1kWh a circa 2,5 kWh.

Consumi della lavastoviglie
Una ulteriore riduzione dei consumi ed un impatto contenuto ed immediato sull’ambiente, possono essere ottenuti con l’utilizzo delle giuste quantità di detersivi, secondo le indicazioni delle case produttrici, e la verifica della continua presenza del sale, nello specifico contenitore, per limitare la formazione di calcare che lede il corretto funzionamento dell’elettrodomestico.

La qualità dei lavaggi di una lavastoviglie può essere inficiata da una distribuzione non uniforme dell’acqua durante i lavaggi stessi a seguito dell’otturazione dei fori di distribuzione della stessa e una presenza eccessiva di calcare, che si manifesta con l’opacità delle stoviglie appena lavate.

I consigli finalizzati alla riduzione della spesa energetica, a un utilizzo corretto della lavastoviglie d al rispetto dell’ambiente, sono generalmente riportati nel libretto di istruzione fornito dalla casa produttrice. È bene osservare che la presenza contemporanea di acqua ed elettricità in un elettrodomestico, spesso integrato nelle moderne cucine, rende particolarmente significativi gli aspetti inerenti alla sicurezza per le lavastoviglie.

In relazione a ciò, tra le verifiche più semplici che si possono fare periodicamente, magari a cadenza mensile, c’è il test del salvavita o differenziale coordinato con l’impianto di terra, al quale deve essere collegata la carcassa della stessa lavastoviglie; è una buona norma, inoltre, disattivare i collegamenti elettrici e idrici della lavastoviglie, quando sono previsti lunghi periodi di inattività.

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Risparmio energetico faidate

Sistemi di facile ed economica applicazione per ridurre i consumi energetici.

Il risparmio energetico di cui tanto si parla, è possibile realizzarlo nel mondo delle costruzioni edili, attraverso una accurata progettazione che tenga conto di una serie di parametri come il clima, l’esposizione, l’ombreggiamento ed il relativo irraggiamento solare, le caratteristiche termiche dei materiali impiegati, la loro biocompatibilita’, ecc.
Risulta ovvio che un progetto ex novo che si ponga l’obiettivo di contenere i consumi energetici e le relative dispersioni, può essere realizzato in maniera completa, senza escludere alcuna parte dell’edificio, da tale realizzazione.
Ma quando ci si trova di fronte a costruzioni ormai datate, che l’usura e il tempo hanno ormai indebolito dal punto di vista termico, la scelta sul tipo di intervento da effettuare è abbastanza più complessa.
Ciò dipende dal fatto che non è sempre possibile effettuare cappotti esterni o altri tipi di interventi che portati in discussione in un condominio, unitamente ai costi d’intervento, sollevano non poche obiezioni da parte di chi non potendo disporre di risorse economiche adeguate, è costretto a dare parere sfavorevole sulla scelta da farsi.
A questo punto non rimane altro al singolo condomino, di provvedere da sè nel migliore dei modi, rimanendo nell’ambito di un intervento dai costi non eccessivi, praticato con lo spirito del faidate, e riducendo sensibilmente le dispersioni termiche attraverso una serie di piccoli interventi localizzati.
Un esempio di cassonetto isolato della Roka Therm
È possibile ad esempio eliminare le dispersioni di calore dei termosifoni verso l’esterno, impiegando un pannello termoriflettente in resina di polietilene rigida accoppiato ad un film alluminizzato rifrangente con superfice goffrata, disposto alle spalle del calorifero.
Per chi soffre di allergie alle polveri messe in movimento dai termosifoni, è possibile impiegare un copricalorifero elasticizzato universale, accoppiato ad un filtro in fibra per un maggior potere filtrante, in questo modo è possibile proteggere pareti, tendaggi e soffitti dalla polvere e dal fumo emessi dal radiatore.
Il risparmio energetico faidate: il materiale faidate per isolare i cassonetti
Infine con un foglio di resina di polietilene adesivo, si possono proteggere i cassonetti da dispersioni di calore ed infiltrazioni d’aria.
Tutti gli interventi descritti utilizzando i prodotti adatti si ripagano egregiamente in un solo inverno in termini di economia e benessere.
Prodotti del genere si trovano sul mercato offerti da aziende note come Basf, Isover, Roka Therm,Treemme.
Quest’ultima azienda, ha secondo me, il pregio di proporre i propri prodotti nei centri faidate dove sono facilmente reperibili con costi molto contenuti.
La loro applicazione risulta talmente semplice, per cui non è necessario impiegare personale particolarmente specializzato per la posa in opera, semplicità economia e risultati efficaci depongono per l’impiego di tali materiali, con tranquillità.

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Migliorare la luminosità della casa con i serramenti slim

La casa ha bisogno di luce per essere confortevole: le finestre devono avere un profilo minimal, degli ampi spazi vetrati, un vetro strutturale e performante.
La luce arreda: una casa luminosa è sinonimo di bellezza e i serramenti slim con ampie superfici vetrate creano un ambiente confortevole dove poter svolgere ogni attività e stare bene.

È il sogno di tutti possedere una casa con almeno una finestra in ogni stanza, godere dell’illuminazione naturale per la maggior parte delle ore e utilizzare quella artificiale solo di sera, risparmiando energia elettrica.

Gli spazi vuoti nelle murature riservati agli infissi vanno ottimizzati il più possibile inserendo finestre con cornici minimaliste che lasciano spazio a vetri strutturali e performanti.

Queste sono finestre del terzo millennio, infissi che lasciano entrare il sole, illuminano la casa, minimaliste ma di qualità, sottili e dalla massima resa, serramenti che mettono in luce gli spazi della casa e apportano bellezza.

Lo spazio, per essere apprezzato e goduto, deve essere valorizzato dalla luce. È per questa ragione che l’azienda DENIA SERRAMENTI ha voluto mettere a disposizione dei propri clienti serramenti slim di qualità e bellezza: KORUS.

DENIA Serramenti è concessionario Korus, gamma di serramenti a profilo ridotto, infissi in PVC, legno e alluminio, solo alluminio, PVC e alluminio,.
Arredare la casa con la luce grazie ai serramenti slim

La luce è l’elemento principe di un ambiente, consente di percepire bene le sue proporzioni e i suoi volumi, crea un senso di ampiezza visiva, genera calore, intimità, mette in risalto uno spazio, col qual è possibile svelare la bellezza della casa.

Infissi interni slim, finestre KORUS, modello Lumen, da DENIA SERRAMENTI
Le finestre KORUS garantiscono più luce rispetto alle tradizionali, hanno una maggiore superficie vetrata corrispondente al 20% in più, offrono all’ambiente un buon comfort termico, il profilo si abbina ai vari stili di arredo grazie alle diverse finiture disponibili, i vetri sono di sicurezza, strutturali e stabili, non richiedono manutenzione, l’isolamento acustico è eccellente e certificato, le linee estetiche sono pulite e semplici, il design è moderno, i materiali sono di qualità, la lavorazione è completamente italiana da filiera certificata, il sistema complessivo è alquanto economico in rapporto alle prestazioni.

I prodotti si differenziano per materiale, dimensioni e prestazioni, c’è il modello Lumen in pvc, Wink Slim in PVC e alluminio, Skywood in alluminio e legno, New Termic in alluminio.
Serramenti in pvc Lumen per vivere la luce

I serramenti in PVC Lumen di KORUS venduti da DENIA SERRAMENTI garantiscono comfort termico e più luce agli spazi domestici, l’economicità è confermata dalla monopellicola e bipellicola standard, il profilo è minimalista e moderno, il vetro strutturale conferisce stabilità all’infisso.

Questa finestra è adatta anche per quegli ambienti poco soleggiati, possiede una modularità superiore per la possibilità di ridurre ancora il profilo scegliendo il nodo centrale asimmetrico, si può richiedere con doppio e triplo vetro per aumentare le prestazioni termiche.

Serramenti PVC, modello slim Lumen, di KORUS, venduto da DENIA SERRAMENTI
Gli infissi in PVC assicurano risparmi in termini economici e ambientali, sono realizzati con materiali durevoli e riciclabili, garantiscono prestazioni termiche eccezionali e non richiedono manutenzione per l’intero arco di vita.

La tenuta all’acqua ha classe E1050, quindi non subisce infiltrazioni in presenza di vento pari a 145 Km a ora, la permeabilità dell’aria corrisponde alla classe 4, dunque resiste a una spinta del vento a una velocità di 110 Km a ora.

Di classe C4 è la resistenza al vento, c’è bassa deformabilità dell’infisso con forte carico di vento pari a 180 km l’ora, l’isolamento acustico è eccellente e certificato con RW=34-42dB.

Finestre interne in pvc KORUS, modello Lumen, venduti da DENIA SERRAMENTI
Tante sono le finiture e i colori da poter scegliere e abbinare al mood d’arredo della casa, tanti sono i vetri messi a disposizione, ciascuno atto a soddisfare particolari prestazioni termiche, acustiche ed energetiche.

Il vetrocamera standard è adatto soprattutto per il mercato residenziale, quello quattro stagioni alta selettività è un vetro che isola termicamente e protegge dal calore del sole, il vetrocamera acustico è ideale per ambienti vicini a sorgenti di rumore, ad esempio case inserite in contesti con traffico stradale oppure vicino a stazioni, il triplo vetro ha performance eccellenti in termini di isolamento termico invernale, riduce la dispersione del calore e aumenta il risparmio energetico.

Lumen è disponibile con il nodo centrale simmetrico e asimmetrico per guadagnare più luce, il design della versione con nodo centrale asimmetrico è il più richiesto attualmente.
Le finestre in PVC e alluminio: design e prestazioni

Le finestre in PVC più alluminio possiedono sostanzialmente gli stessi vantaggi delle finestre in solo PVC come l’economicità e le grandi performance di isolamento termico; grazie alla cartellina esterna in alluminio, la durata della finestra nel tempo è maggiore ed è possibile anche realizzare infissi bicolore di grande effetto estetico.

Infissi esterni, finestre in PVC più alluminio, di KORUS, vendute da DENIA SERRAMENTI
I serramenti Wink Slim, in PVC e alluminio, garantiscono il 30% in più di luce, possiedono un design moderno con un minimo impatto visivo, hanno 20 anni di garanzia, vetro strutturale per una migliore stabilità, facilità di utilizzo, semplicità di manovra e assenza di manutenzione.

Hanno caratteristiche inimitabili e perciò un vantaggio competitivo, la cartellina esterna in alluminio è di serie, l’anta ridotta dell’infisso ha linea squadrata e minimo impatto visivo, sono infissi adatti alle ristrutturazioni oppure anche per le progettazioni di residenze nuove.
Infissi scenografici in legno e alluminio

Gli infissi in legno e alluminio sono realizzati con materiali di primissima fattura, sono la punta di diamante dei serramenti Korus, hanno un design singolare e pertanto, inseriti in un ambiente, creano atmosfere belle, calde e accoglienti.

Hanno inoltre performance tecniche eccellenti, sono durevoli nel tempo grazie all’elevata qualità dei materiali utilizzati, al legno massello di pregio. Tante sono le finiture di legno classiche e moderne con tinte zero gloss di serie, le sezioni sono ridotte e il nodo centrale asimmetrico consente di aumentare la superficie vetrata, la manutenzione è scarsa.

Serramenti esterni: infissi in legno e alluminio KORUS by DENIA SERRAMENTI
Il modello Skywood è nuovo e innovativo: è un sistema misto legno e alluminio a elevato risparmio energetico, è realizzato con profili interni in legno massello, possiede il fascino e il calore del legno più la resistenza dell’alluminio.

Il design è rigoroso, tante sono le essenze e colori a disposizione, ottimo l’isolamento termico che apporta grazie alla superficie vetrata, dunque più calore e luce per un buon comfort abitativo.

Il vetrocamera di cui gli infissi sono dotati, è realizzato nel reparto interno di vetreria dell’azienda, è frutto di ricerche e prove di laboratorio, è di sicurezza con un buon isolamento acustico e termico invernale ed estivo.
Serramenti in alluminio dal design unico

I serramenti in alluminio Korus hanno prestazioni termiche elevate più un design raffinato, sono molto resistenti agli agenti atmosferici e hanno una grande tenuta delle caratteristiche estetiche e meccaniche nel tempo, i materiali sono di pregio e pertanto ne diventano elementi architettonici che arredano la casa oltre ad essere membri funzionali.

New Termic è l’infisso in alluminio a taglio termico di nuova generazione, è studiato per clienti attenti al design, all’estetica ma anche alla funzionalità, esso integra tutte le caratteristiche tipiche dei prodotti in alluminio quali la leggerezza, la grande resistenza, la percezione di solidità costruttiva.

Serramenti in alluminio, infissi finestre modello Korus da DENIA SERRAMENTI
Il dettaglio del taglio termico garantisce valori di trasmittanza in linea con le recenti norme in materia di detrazione fiscale, inoltre, il profilo ridotto, l’anta a scomparsa, le linee squadrate, conferiscono al prodotto un forte vantaggio competitivo e un fattore di attrazione.

È possibile realizzare il bicolore grazie alla costruzione a gusci, poi la finestra è caratterizzata da un nodo centrale asimmetrico che consente di avere una maggiore superficie vetrata e un maggiore comfort; l’infisso è disponibile con doppio e triplo vetro per ottimizzare le prestazioni termiche, Uw=1.1.
Mettere in luce gli spazi con i serramenti slim

L’illuminazione naturale influenza inevitabilmente il modo di vedere le cose e per DENIA SERRAMENTI è elemento fondamentale per arredare e trasformare gli ambienti interni amplificandone il volume disponibile, almeno da un punto di vista visivo.

Serramenti in legno slim prodotti da KORUS e venduti da DENIA SERRAMENTI
Oggigiorno le persone sono sempre più alla ricerca di un posto dove potersi rilassare e scrollare la tensione accumulata durante il giorno, e la casa è il luogo adatto a poter ritrovare se stessi, ricaricarsi energeticamente, vivere la convivialità, assaporare quel tepore che solo i raggi del sole sanno dare.

Ciò accade sia per gli utenti di grandi palazzi in città extra moderne sia in modeste abitazioni che non beneficiano di buona esposizione per le quali occorre massimizzare l’efficienza di quel poco di luce naturale a disposizione.

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Ecobonus impianti domotici: eccole le novità per il 2017

Tra le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica vi sono quelle relative agli impianti di domotica: vediamo cosa è previsto nel 2017.

Detrazione impianti domotici: i riferimenti normativi

Controllo da remoto ed ecobonusAnche le spese sostenute per gli impianti domotici posso beneficiare delle detrazioni fiscali di cui all’art. 14, DL 63/2013; vedremo più avanti a quali condizioni ed entro quali limiti.

L’inserimento espresso è recente: risale infatti solo alla legge di stabilità per il 2016 (la L. 208 del 28 dicembre 2015), la quale all’art. 1, co.88 prevede, come vedremo meglio più avanti, che le dette detrazioni si applicano anche alle spese relative ad alcuni dispositivi multimediali per il controllo da remoto.

La norma vale dal 1 gennaio 2016, giorno di entrata in vigore della Legge 208/2015 (ai sensi dell’art.1, co.999), e per tutto il 2017.

Quest’anno, peraltro, le norme relative alle detrazioni per le riqualificazioni energetiche di cui all’art. 14 citato sono state prorogate; la proroga è avvenuta con alcune modifiche.

Ad ogni modo la possibilità di usufruire della detrazione in parola vale anche per il 2017.

Sull’argomento, oltre alla norma già citata di cui al co. 88, è intervenuta, sempre nel 2016, la circolare n. 20/E del 18 maggio con chiarimenti (al punto 8).

Mentre nel 2017 registriamo alcuni chiarimenti ad opera della circolare 7/E del 4 aprile 2017, contenente la
Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2016 (Circolare 7E/2017).

Nel presente articolo vedremo dunque anche cosa prevedono i detti documenti.

Partiamo allora ricordando di quale detrazione parliamo, individuando poi gli impianti per cui si può beneficiare della detrazione per specificare poi quali sono le condizioni in cui la detrazione può avvenire e, sinteticamente, gli adempimenti da osservare; infine, vedremo cosa ha disposto in proposito la circolare 20/E del 10 maggio 2016, già citata.
Detrazione fiscale per la riqualificazione energetica

detrazione fiscale per risparmio energeticoLa detrazione fiscale per le riqualificazioni energetiche, noto anche come ecobonus, o detrazione per il risparmio energetico è la detrazione prevista inizialmente dalla Legge 296 del 2006 (la legge finanziaria 2007) e poi di anno in anno arricchita di norme e prorogata.

In sostanza, è offerta la possibilità di beneficiare della detrazione fiscale delle spese sostenute per determinati, specifici interventi, i quali hanno in comune l’obiettivo di migliorare la prestazione energetica degli edifici.

Il calcolo della percentuale è operato sulle spese sostenute per detti interventi entro un limite di detrazione massima che varia da categoria a categoria.

Per quanto riguarda gli impianti domotici, però, la Legge al co.88 non ha previsto alcun tetto.

Quanto alla percentuale detraibile, questa ammonta in genere, al 65%.
In certi casi, però, quest’anno è stata aumentata al 75%.

Anche sulla percentuale detraibile la Legge non dice nulla in merito agli impianti di domotica.
Ad alcune delle suddette domande risponde, come vedremo, la citata circolare dell’Agenzia n. 20E/2016.
Impianti domotici: requisiti per la detrazione

Anche nel caso degli impianti domotici, il fine ultimo, come per tutti i casi di detrazione per riqualificazione energetica, deve essere quello di ottenere il risparmio energetico.

Deve trattarsi, infatti, di dispositivi volti al controllo da remoto
di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative, volti ad aumentare la consapevolezza dei consumi energetici da parte degli utenti e a garantire un funzionamento efficiente degli impianti. (art. 1, co.88, L. 208/2015)
A tal fine detti impianti devono:
a) mostrare attraverso canali multimediali i consumi energetici, mediante la fornitura periodica dei dati; b) mostrare le condizioni di funzionamento correnti e la temperatura di regolazione degli impianti; c) consentire l’accensione, lo spegnimento e la programmazione settimanale degli impianti da remoto. (art. 1, co.88, L. 208/2015)

Impianti domotici: la circolare 20/E del 2016

La circolare 20 del 18 maggio 2016 chiarisce, parzialmente, la portata della previsione di cui al co.88: in realtà la nuova fattispecie, si spiega, non è collegata aduna specifica categoria di intervento già oggetto di agevolazione: infatti, il rimando del co. 88 è al DL 63/2013, ma gli interventi agevolabili (perlomeno i primi) non sono indicati lì, ma nella L. 296/2006.

Impianti domotici

La circolare giunge a tale conclusione partendo dalla premessa che in realtà già prima della previsione della legge di stabilità 2016 gli impianti di domotica erano tra quelli che godevano della detrazione: quale funzione ha dunque la menzione espressa di cui all’art.1, co.88?

L’Ufficio delle Entrate conclude nel ritenere che la novità della norma consista nella detraibilità della spesa anche in caso di installazione successiva oppure addirittura in assenza di intervento vero e proprio di riqualificazione energetica.

Quanto alla percentuale, l’Agenzia conclude che nell’assenza dell’indicazione di importo massimo detraibile e in considerazione dell’inferiorità dei costi in questione rispetto a quelli già ammessi alla detrazione, si debba ritenere che questa ammonti al 65%.

Quanto al tetto massimo, dal tenore della circolare, se ne conclude che esso, secondo l’Agenzia delle Entrate, non sussista.
Impianti di domotica e altri interventi

Quanto alla percentuale, ci si chiede qui, se però l’acquisto e messa in opera degli impianti domotici è effettuato nell’ambito di altri interventi, per i quali nel 2017 è prevista la detrazione del 75%, a quale detrazione sono ammessi gli impianti di domotica?

Dispositivo multimediale
L’anno scorso, infatti, la detrazione era per tutti i casi (di spese successive al 6 giugno 2013) del 65%; ma per il 2017 e solo per alcuni interventi, la detrazione è salita al 75%.

Inoltre, ci si chiedeva, anche nel caso di inclusione in altri interventi, le spese di domotica non devono rientrare in alcun tetto?
Impianti domotici, circolare 7/E del 2017

A tale ultima domanda l’Agenzia ha risposto con la circolare n. 7/E:
la spesa concorre al limite massimo di detrazione per esso spettante (Circolare 7E/2017)

Quali apparecchi sono agevolabili?

Risponde l’Agenzia delle Entrate che sono agevolabili le spese di fornitura e posa in opera delle apparecchiature sia elettriche che elettroniche, meccaniche e delle opere elettriche e murarie necessarie per installare e mettere in funzione a regola d’arte, dentro gli edifici, sistemi di building automation degli impianti termici degli edifici (v. circolare 7/E del 2017).
Mentre, sempre secondo la stessa circolare non sono agevolabili le spese per l’acquisto di dispositivi come telefoni cellulari, tablet e personal computer o dispositivi similari che consentono il collegamento da remoto con le predette apparecchiature.
La stessa circolare n. 7/E/2017, in merito agli adempimenti da assolvere per la detrazione in parola, chiarisce che si deve compilare e inviare all’ENEA:
– l’Allegato E, sia se si tratta di un’installazione non collegata con la sostituzione del generatore di calore o con l’installazione di pannelli solari, sia nel caso di installazione collegata con la sostituzione del generatore di calore (di cui al co. 347 della legge 296/2006);
– l’Allegato F nel caso di installazione collegata con la messa in posa di pannelli solari per la produzione di acqua calda (di cui al co. 346 della legge 296/2006).

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Come ottenere la detrazione per il risparmio energetico

Le spese sostenute per gli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti, di qualsiasi natura catastale, anche rurale, sostenute nell’anno 2011 e/o negli anni 2008, 2009 e 2010, fruiscono di una detrazione d’imposta del 55% non cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per gli stessi interventi (es. la detrazione del 36% per il recupero del patrimonio edilizio).
Le tipologie di interventi previste riguardano la riqualificazione energetica di edifici esistenti, gli interventi sull’involucro di edifici esistenti, l’installazione di pannelli solari e la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Possono fruire delle detrazione coloro che possiedono o detengono sulla base di un titolo idoneo (proprietà, altro diritto reale, concessione demaniale, locazione o comodato) l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi per conseguire il risparmio energetico ed i condomini nel caso di interventi effettuati sulle parti comuni condominiali.
Fruiscono della detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché abbia sostenuto le spese e le relative fatture siano a lui intestate.
Per ottenere la detrazione per le spese sostenute per il risparmio energetico occorre aver acquisito la seguente documentazione:
– fattura con l’indicazione del costo della manodopera utilizzata per la realizzazione dell’intervento;
– asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la rispondenza degli interventi effettuati ai requisiti tecnici richiesti;
– attestato di certificazione energetica prodotto da un tecnico abilitato al termine dei lavori;
– scheda informativa sugli interventi realizzati con i dati identificativi di chi ha sostenuto le spese, la tipologia di intervento eseguito, il risparmio di energia che ne è scaturito, il costo comprensivo delle spese professionali e l’importo utilizzato per il calcolo della detrazione.
I dati contenuti nell’attestato di certificazione energetica o nell’attestato di qualificazione energetica e nella scheda informativa relativa agli interventi realizzati devono essere trasmessi telematicamente all’ENEA entro il termine di 90 giorni dalla fine dei lavori.
Clicca qui

Se la complessità dei lavori eseguiti non trova adeguata descrizione negli schemi resi disponibili dall’ENEA, la stessa documentazione può essere inviata all’ENEA in formato cartaceo entro il termine di 90 giorni a mezzo raccomandata con ricevuta semplice.
A questo punto, in sede di compilazione del modello 730 nei righi da E61 a E63 (Sezione IV) andranno indicati tra gli altri, i seguenti dati: le varie tipologie di intervento effettuato, l’anno in cui sono state sostenute le spese, il numero delle rate e l’ammontare della spesa sostenuta tenendo conto dei seguenti limiti:
– 181.818,18 euro per gli interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti (la detrazione massima spettante consentita è 100.000,00 euro);
– 109.090,90 euro per gli interventi sull’involucro degli edifici esistenti e l’installazione di pannelli solari (la detrazione massima è 60.000,00 euro)
– 54.545,45 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale (la detrazione massima consentita è 30.000,00 euro).
Tra le novità in materia, il D.L. 201/2011, meglio conosciuto come decreto Salva-Italia, ha prorogato la detrazione Irpef del 55% sugli interventi per il risparmio energetico fino alla data del 31.12.2012 a differenza della detrazione Irpef del 36% che è stata di fatto resa applicabile a regime.
E con la proroga della detrazione Irpef del 55% al 2012, l’incentivo è stato esteso anche alle spese sostenute per gli interventi di sostituzione di scalda acqua tradizionali con scalda acqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

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richiesta per Certificazione energetica a Ostia

DETTAGLI RICHIESTA
Quando
Nei prossimi giorni
Perchè hai bisogno dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE)?
Compravendita
Qual è la tipologia dell’immobile?
Appartamento
Qual è la tipologia di riscaldamento?
Riscaldamento autonomo
È presente l’impianto di climatizzazione?
Qual è la superficie approssimativa dell’immobile?
50-80 mq
In che anno è stato costruito l’immobile?
Dopo il 2000
Se le conosci, inserisci le coordinate catastali: da verificare
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IL RISPARMIO ENERGETICO

Sotto il nome di “risparmio energetico” si annoverano varie tecniche atte a ridurre i consumi dell’energia necessaria allo svolgimento delle attività umane.

Il risparmio può essere ottenuto sia modificando i processi energetici in modo che ci siano meno sprechi, sia trasformando l’energia da una forma all’altra in modo più efficiente.

Numerosi sono gli interventi che rientrano nel concetto di risparmio energetico: installazione di pompe di calore, cappotto termico, illuminazione a led, riscaldamento a pavimento, caldaie a condensazione e installazione di stufe a pellets e termocamini.

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KNAUF a favore del risparmio energetico

Castellina Marittima, 10 aprile 2008 – Knauf Italia, leader nella produzione di materiali a secco per l’edilizia, annuncia il proprio impegno nel sostenere

Castellina Marittima, 10 aprile 2008 – Knauf Italia, leader nella produzione di materiali a secco per l’edilizia, annuncia il proprio impegno nel sostenere la Campagna Isolando, iniziativa patrocinata dal sis_sit.jpgMinistero dell’Ambiente volta a sensibilizzare ed educare la società ad un utilizzo più razionale dell’energia per beneficiare di risparmi economici e ridurre le emissioni di CO2.L’Azienda, che da sempre mostra una profonda sensibilità nei confronti dell’ecologia e di un uso intelligente delle risorse energetiche, partecipa al progetto mettendo a disposizione conoscenze tecniche e una solida esperienza nel settore edile per favorire un corretto isolamento termico e acustico degli edifici grazie al quale è possibile limitare gli sprechi energetici e salvaguardare l’ambiente.Infatti, attraverso l’utilizzo di materiali ecocompatibili e di sistemi costruttivi all’avanguardia, accompagnato dall’adozione di una serie di accorgimenti, è possibile fornire un contributo concreto per raggiungere l’obiettivo di risparmio energetico stabilito dal Protocollo di Kyoto. In particolare, il Sistema Isolamento Termico ideato da Knauf rappresenta una soluzione completa isolando-c.jpge flessibile per realizzare interventi di ristrutturazione di edifici esistenti o di nuova costruzione, sia dall’interno sia dall’esterno, tra cui soffitti, controsoffitti, contropareti e rivestimenti isolanti, fornendo da un lato le elevate proprietà isolanti dei sistemi a secco e dall’altro tutta la versatilità progettuale che il materiale offre.La Campagna Isolando è stata promossa anche nel corso di due appuntamenti organizzati da Legambiente, nell’ambito dell’iniziativa Treno Verde 2008, che si sono tenuti a Torino e a Padova rispettivamente lo scorso 28 marzo e 31 marzo, durante i quali si sono affrontati temi attuali e di interesse generale, dal risparmio energetico all’isolamento termico e acustico, dall’aggiornamento sulla normativa nazionale e locale all’analisi delle competenze professionali idonee alla certificazione energetica fino alle best practice per la realizzazione di edifici ad elevate prestazioni energetiche.Inoltre, in collaborazione con ANCI, ANACI, CittadinanzAttiva e Kyoto isolando.jpgClub, partner della Campagna, verranno realizzati nel corso del 2008 numerosi progetti per contribuire a divulgare conoscenze e informazioni aggiornate relative al risparmio energetico.